domenica 4 dicembre 2011

Il pianto della Fornero: traduzione.


Ecco cosa voleva , ma non è riuscita a dire causa emozione, la Fornero nella conferenza stampa che enunciava le misure restrittive del governo:

"cari ragazzi:
nonostante il nostro Belpaese è comunque tra i primi 4 al mondo per introiti turistici.
Nonostante sia ancora il primo Paese del Pianeta per l'immenso patrimonio artistico e culturale che ospita.
Nonostante l'Italia conta più di 200 distretti industriali che hanno al loro interno una miriade di piccole/medie imprese tra loro collegate ed aggregate tali da formare la spina dorsale del sistema produttivo nostrano.
Nonostante il nostro Paese nel 2004 vantava ben 9 regioni nella graduatoria europea delle 40 regioni del continente con il più alto livello di prodotto interno lordo pro capite a parità di potere d'acquisto come la sola Germania che ne esprimeva 9, davanti all' Inghilterra (4) e la Francia (1).
Nonostante l'elevata esposizione del debito pubblico è preoccupante ma patrimonialmente solido poichè garantito da un elevato risparmio privato e una casa di proprietà oltre all'indefinito valore del patrimonio pubblico immobiliare, di un avanzo primario positivo (entrate/uscite al netto degli interessi), di un 130 miliardi di "sommerso" ovvero PIL nascosto e in nero che produciamo.
Nonostante il PIL ufficiale nelle statistiche è sottostimato a causa anche della particolare struttura proprietaria delle imprese italiane che, essendo prevalentemente familiari, a differenza delle grandi società europee quotate in Borsa, non consolidano nei loro bilanci tutta la ricchezza effettivamente prodotta e posseduta.
Nonostante esprimiamo ancora le "4 A" dell'eccellenza manufatturiera italiana: Agroalimentare, Abbigliamento-moda, Arredo-casa, Automazione-meccanica.
In particolare: 18 mld di valore aggiunto che viene dall'abbigliamento (più della telefonia/TV delle industrie tedesche e finlandesi).
42 mld di valore aggiunto nell'abbigliamento-moda e arredo-casa (più del valore aggiunto dell'intera industria tedesca dell' automobile in quanto leader mondiale o superiore all' intero comparto industriale della Svezia pari a 41 mld di euro).
54 mld di valore aggiunto dell'industria meccanica escludendo l'elettronica, che ci pone secondi in Europa solo dietro la Germania.
Nonostante i numerosissimi primati che ancora deteniamo nei vari microsettori merceologici che per spazientire il lettore elenco di seguito:
pelli conciate, tessuti di lana, foulard e cravatte, gioielleria, nell'occhialeria, nel mobilio, nelle pietre ornamentali, nelle piastrelle, nelle cappe aspiranti per cucine, nei frigoriferi e nelle lavastoviglie, nei telai per tessitura, nelle macchine per calzature, nelle macchine per lavorare i cereali, per produrre il vino, per lavorare i minerali non metalliferi e per colare i metalli, nelle giostre e nelle attrezzature da lunapark ( e non sto scherzando), negli yatch, nelle selle e nelle componenti per le biciclette da corsa e in molti prodotti alimentari (pasta, conserve di pomodoro, formaggi ed insaccati tipici,) e nell'agricoltura (uva e pesche sopratutto).
Nel 2004 eravamo (adesso non mi va di andare su google ed aggiornarmi) i secondi esportatori mondiali nelle:
calzature, nei tessuti di lino e seta, nei vestiti (completi), negli apparecchi per riscaldamento, nella rubinetteria e valvolame, nelle macchine agricole per la preparazione del suolo, nelle macchine per le industrie alimentare, per l'imballaggio, per il finissaggio di tessili, per lavorare le materie plastiche e legno, nei laminatoi e nei metalli, nel vino e nell'olio d'oliva.
Nonostante dovevamo fallire già negli anni 70 e non lo abbiamo fatto.
Nonostante ancora nel mondo ci conoscono per la regola delle "4 F" che è diversa da quella appena descritta pocihè include Fashion- Food- Ferrari- Football dove per Footoball si intendeva il calcio negli anni in cui, come ricorda in un'intervista lo stesso Platini, ci si incontrava a New York con Maradona da Armani e si parlava italiano e tutti gli altri calciatori che non avevamo ancora giocato in Italia sbavavamo nel sentirci raccontare la SERIE A e il campionato più bello del mondo.
Nonostante le generazioni più fortunate ( a quanto pare) sono state quelle dei nostri genitori che hanno vissuto le tre fasi positive (60/70/80) e una sola negativa (90) e che prenderanno la pensione magari tra 2 anni ma la prenderanno.
Nonostante voi giovani, voleva continuare la Fornero, dovete pagare per la colpa di una classe politica che in 30 anni è riuscita a dilapidare tutto ciò che ho appena elencato e nonostante abbia dilapidato così tanto siamo ancora un paese tra i 7 più industrializzati al mondo.
Nonostante tutto questo, avrebbe voluto proseguire la Fornero, noi vi aumentiamo l'IVA, la pensione ve la facciamo vedere col telescopio, vi diamo un' altra mazzolata con le tasse così imparate per la prossima volta.
Iniziate già da adesso a rompere i coglioni ai vostri figli così forse eviterete di fare la stessa fine che state facendo voi.
Quindi, in una fottuta parola (che non riesco proprio a dire causa emozione): sacrifici! Ecco, finalmente l'ho detta.
Vi chiediamo SACRIFICI!(massa di somari, adesso andate a lavorare).

p.s. mi ha colpito, scherzi a parte, lo sfogo. E mi preoccupano questi sfoghi "fuori onda" poiché ti danno la percezione (anche se non v'è bisogno di una percezione dato che le difficoltà le tocchi con mano) che siamo veramente ma veramente messi male.
Se quelli piangono...immaginate voi che fine faremo noi se le cose non dovessero sistemarsi...

venerdì 2 dicembre 2011

Primaveraluntina: Presentazione del Gruppo Consiliare “Primavera Alu...


Primaveraluntina: Presentazione del Gruppo Consiliare “Primavera Alu...:
Presidente del consiglio, Signor Segretario, colleghi consiglieri,
ringrazio innanzitutto il presidente per avermi dato l’opportunità di prendere la parola e passo subito ad esprimere, a nome mio e di tutto il gruppo consiliare d’opposizione, il nostro più caro benvenuto nella nostra comunità al neosegretario. Lo faccio per una ragione molto semplice benché, questo benvenuto, in apparenza, sembri scontato e formale.
In realtà però questa accoglienza nasce dall’ oggettiva constatazione di non aver avuto un colloquio con lei prima di questa seduta.
Sia chiaro: non certo per colpa sua, tuttavia ci saremmo aspettati un gesto di fairplay istituzionale da parte dei nostri amministratori, i quali avrebbero dovuto convocarci per un incontro e una breve presentazione.
Peccato, perché avremmo voluto assistere al suo formale insediamento, al suo ingresso nella nostra “casa civica”, avremmo anche noi voluto darLe il benvenuto e riservarLe l’accoglienza e l’ospitalità che siamo soliti usare con chi arriva nel nostro paese.
Avremmo così avuto occasione di mostrarle il nostro stemma, il nostro gonfalone il simbolo che rappresenta la storia e la tradizione del nostro paese e descriverne il significato.
Questo nostro benvenuto ci da l’occasione per esporre le nostre attese e i nostri buon auspici nel suo mandato come funzionario di questo comune.
Ci permettiamo dunque di fornirLe brevemente degli elementi per poter farsi delle opinioni sul rapporto che intercorre tra l’ amministrazione e il nostro gruppo di minoranza.
Da circa sei mesi, cerchiamo di dialogare con la maggioranza attraverso proposte, richieste ufficiali di atti, chiarimenti, e da parte nostra c’è sempre stata la disponibilità ad esercitare un’ opposizione sana e costruttiva e non irresponsabile e pregiudizievole.
Puntualmente però la maggioranza si trincera in un vittimismo infantile, tergiversando quando poniamo questioni serie e mostrando una collaborazione di facciata quando invece avanziamo le nostre proposte.
Questo per dirle che siamo seriamente preoccupati dalla gestione non solo politica ma anche prettamente amministrativa dell’attuale maggioranza.
I motivi della nostra preoccupazione risiedono in alcuni punti che brevemente Le sottoporremo e che spero vengano accolti, valutati ed affrontati insieme.
- Siamo preoccupati riguardo le corrette tempistiche di aggiornamento e accesso agli atti che noi chiediamo. Ci riferiamo principalmente ai ritardi e stasi nel farci pervenire le delibere e la rendicontazione generale delle fatture emesse in occasione delle manifestazioni Aluntine.
- Siamo preoccupati per il continuo comportamento scomposto e fuori da ogni decoro istituzionale da pare di alcuni membri della maggioranza in occasione dei consigli comunali.
Toni e modi che hanno l’ effetto diretto di appesantire ulteriormente il clima impedendone un civile confronto.
- Siamo preoccupati del ruolo poco superpartes ma molto “partes” e dunque fazioso del presidente del consiglio che, nel dirigere le sedute, non svolge le sue funzioni secondo il principio dell’indipendenza e della terzietà. Principi quest’ultimi che invece gli vengono imposte dal ruolo che ricopre sbilanciando così palesemente le sedute consiliari verso le tesi della maggioranza.
Una presidenza a senso unico, in poche parole che mai, a detta dei più esperti se ne aveva avuto testimonianza in anni di onorata storia.
- Siamo preoccupati per la sufficienza e lo scarso impegno istituzionale del nostro Sindaco in occasione delle risposte alle nostre interrogazioni.
Ci riferiamo principalmente al fatto che nonostante le ripetute richieste scritte, il Sindaco dia ripetutamente risposte mutile, approssimative e poco esaurienti.
Siamo preoccupati per le sue numerosissime assenze nel corso del consesso civico, per le sue continue deleghe negli incontri di rappresentanza con tutti gli altri Sindaci del comprensorio. Tutto a norma, per carità, ma che secondo il nostro modesto parere denota uno scarso senso istituzionale e il poco attaccamento alle funzioni di rappresentanza e di “diplomazia” che deve essere esercitata direttamente e senza deleghe verso gli interessi che possono coinvolgere il nostro comune.
A fronte di queste preoccupazioni, quello che noi semplicemente Le chiediamo è più attenzione alle nostre richieste. In particolare chiediamo (ma non dubitiamo che non venga fatto):
- Una Sua azione decisa per riportare gli equilibri del confronto democratico nei consigli comunali, ci appelliamo alla sua indiscussa formazione, preparazione ed esperienza nell’adempiere le funzioni di assistenza amministrativa e contabile sulla nostra eccessiva esposizione debitoria sui mutui e prestiti che il nostro Comune da un lustro contrae e che persegue irresponsabilmente.
- Ci appelliamo alla sua funzione di rappresentanza delle istanze e delle ragioni espresse dalle nostre risorse umane LSU e LPU caratterizzato di professionalità e serietà .
Tutti i dipendenti comunali comprese le cooperative sono delle risorse umane giovani, preparate e flessibili ma poco sfruttate anzi più volte umiliate nelle gestione e nella considerazione a fronte invece di una totale collaborazione, piena disponibilità per esigenze che si manifestano nell’ordinaria amministrazione.
- Chiediamo che sia anche Lei a sostenere e soprattuto ad ascoltare, con apposite riunioni le richieste di queste persone calendarizzando degli incontri periodici con i rappresentanti di queste cooperative.
- Chiediamo ufficialmente di fungere da supervisore nelle dinamiche con le quali vengono gestite i continui spostamenti da una mansione ad un’altra, da un ufficio all’altro, accampando criteri che hanno poco a che vedere con la necessità logistico/ammnistrativa ma per ragioni dettate da infantili logiche elettorali.
Per questi seri motivi la sua funzione rappresenta un più sicuro controllo sia giuridico (di regolarità e legittimità degli atti) che amministrativo (di efficienza, efficacia, buon andamento) nonché di rispondenza tra programmi e risultati, caratteristica dell’impostazione manageriale di ogni buona amministrazione che si rispetti.
Il suo profilo e le funzioni oltre a fornire una sorta di controllo giuridico su tutto ciò che delibera la giunta comunale di cui abbiamo avuto prova essere poco trasparente, costituiscono una vera garanzia anche alla luce di alcune vicende che hanno visto il nostro Comune oggetto di attenzioni e di indagini volte ad appurare il corretto iter seguito nell’ attività contabile.
Il suo ruolo di garante ci rassicura, e ci rassicura sapendo che c’è un interlocutore che possa esercitare la funzione di contropotere rispetto alla volontà spesso manifestata da questa maggioranza di eludere le regole, e di evitare i vincoli.
In conclusione, volevo descriverLe il nostro stemma comunale; la presenza del leone alato che regge tra gli artigli un libro aperto. Quello è il vangelo di San Marco.
Forse è il segno che San Marco d’Alunzio ha bisogno di ciò che diceva uno storico francese ovvero che i politici devono essere forti come dei leoni ma devono stare sotto il trono, perchè se si sentono al di sopra di esso c’è bisogno di un segretario autorevole che li riprenda...!
Benvenuto Signor Segretario a S. Marco d’ Alunzio.

Il gruppo consiliare “ PRIMAVERA ALUNTINA”.

lunedì 29 agosto 2011

Piccoli Pensieri

Bando alla chiacchiere e agire:

- fottitene dei danni: metti mano al portafoglio e ripaghi.
- fottitene di chi è stato e apri gli occhi: il valore di un uomo si misura dai nemici, non (solo) dagli amici. Se questi sono i tuoi nemici, allora sei un grande uomo. Solitamente funziona così.

Il fatto oggettivo è che San Marco sta lentamente e da un paio di anni a questa parte sprofondando in una spirale di microcriminalità che prima toccava i piccoli furti nelle case e nelle campagne e adesso si passa, come un 'escalation, a cose più serie come quelle capitate a te.
Il fatto privato che ti è accaduto e il ruolo pubblico che ricopri ti impone di agire perché oggi è toccato a te e al falegname, ma domani può toccare ad un altro povero aluntino quindi:
-vai in consiglio, convochi il sindaco e richiedi una visita del Prefetto a San Marco d'Alunzio, un pattugliamento costante e monitorato delle forze dell'ordine, più risorse da stanziare per l'uso di telecamere nelle parti più a rischio del paese.
- Calendarizzare degli incontri con le forze dell'ordine per individuare quali sono le zone sensibili e tenersi aggiornati su ciò che accade (come molti sanno, le denunce sono poche ma i piccoli fatti di microcriminalità quali il furto di una gallina sono moltissimi e la gente, per evitare troppa burocrazia, preferisce non denunciare niente e quindi ufficialmente risultano pochi episodi ma il comandante della stazione sicuramente è al corrente della situazione generale e può dare un 'aiuto.
- Di tutti le migliaia di euro dati a questi "Volontari", non si poterebbe costituire un'associazione di aluntini che sporadicamente con torcia in mano e auto al seguito fanno il giro perimetrale di San Marco?
Fatti come questi impongono ancora una volta una riflessione sull'opportunità di rafforzare l'unità della caserma dei carabinieri a San Marco d'Alunzio. Si erano sentite voci diverse: sappiamo come è finita? Il Sindaco, che è anche il responsabile dell'ordine pubblico e per legge un pubblico ufficiale che contrae matrimoni ed emana ordinanze, può darci delucidazioni in merito? E il nuovo esperto anitincendio cosa ci può dire in merito? Ci sono misure che si possono adottare?
- In definitiva, invece di invitare l'assessore regionale alla cultura, non si potrebbe invitare un militare alto in grado per costituire un comitato permanente di osservazione che includa Sindaco, Maresciallo, opposizione e membri della società civile?

per il resto: questa è la lezione da trarre. Va bene gli attestati di solidarietà, di vicinanza e di tutte le belle parole.
La cosa utile è fare, fare, fare e dato che ti conosco solo da 28 anni so che non c'era nemmeno il bisogno di scrivertele queste perché quando domenica ci siamo sentiti avevo già intuito la tua forte reazione in un periodo non certo facile per te per questioni legate alla salute di tuo padre, ma mi è venuto subito in mente il vecchio proverbio arabo: "quel cucciolo è figlio di quel leone".
salutamu

domenica 3 luglio 2011

Le porte girevole tra pm e politica


Apparso su "Il Foglio" del 18 Giugno 2011.

Ingroia si lega a Santoro, De Magistris governa Napoli, Emiliano è sindaco a Bari.
I nomi di chi fa carriera nelle procure, poi va in aspettativa e si dà alla politica, magari proprio dove prima indagava.

E’ difficile dire se il pm Antonio Ingroìa abbia corrisposto alle aspettative dei suoi fan, che l' hanno atteso, ieri sera, a “Tutti in piedi, entra il lavoro", la manife- stazione organizzata a Bologna da Michele Santoro per i 110 anni della Fiom.
Nei tre mesi passati dall' ultimo comizio, al “Costituzione day” di marzo, la fortuna del procuratore aggiunto di Palermo si è capovolta: il suo testimone chiave, Massimo Ciancimino, si è rivelato essere un pataccaro, la procura di Caltanissetta (che da tempo aveva scaricato il figlio di don Vito) ha rotto con quella palermitana e la vicenda è finita sotto esame al Consiglio superiore della magistratura.
La sua aureola di magistrato militante, però, rimane intatta, per Santoro e i suoi fan: “A villa Angeletti - ha detto - Ingroia non parlerà di Berlusconi, ma di qualcosa di più importante”.
L' idea di un nuovo partito intriga molto Santoro: “Se proprio dovessi fondarne uno - aveva spiegato l’ex conduttore di “Annozero” - l' architrave dovrebbe essere un rapporto come quello che vedrete tra Travaglio, me e Antonio Ingroia”.
Ma è possibile ipotizzare una discesa in campo del procuratore aggiunto di Palermo? Dopo il comizio di piazza del Popolo, il pm ha replicato alle polemiche sostenendo di essere intervenuto alla manifestazione soltanto per l'amore verso la costituzione".
Potrà sostenere la stessa cosa dopo la sua adesione al progetto Santoro?
A lngroia servirebbe un colpo di reni neanche troppo energico, per saltare lo steccato.
Il passaggio dalla magistratura alla politica è molto agevole e se ne sono serviti in tanti. Nessuno ha troppa fretta: il neosindaco di Napoli, Luigi De Magistris (Idv),ha aspettato quattro mesi, dopo l' elezione a europarlamentare, per lasciare la toga (s’ era anche lamentato: “I tempi delle mie dimissioni non me li farò dettare da nessuno, se non dalla mia coscienza”).
Il presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, è in aspettativa dagli anni Ottanta, quando è entrata nelle file del Pci siciliano. Nel febbraio del 2010, il Csm ha concesso l' aspettativa anche al pm barese Lorenzo Nicastro, ora assessore dell' Idv nella giunta Vendola, pur sottolineando “l' inopportunità” di candidarsi proprio nel territorio in cui aveva appena condotto le indagini sul ministro Raffaele Fitto (Pdl).
Il pm pugliese Alberto Maritati (Pd), che nel ’97 ha assolto il capo sociaiista Rino Formica dopo anni di arresti domiciliari, è in Parlamento dal 1999- è stato sottosegretario del governo guidato da Massimo D’Alema, al centro di un processo che il pm aveva archiviato qualche anno prima. In Puglia il fenomeno è diffuso: c’è anche il caso del pm Michele Emiliano, quello che ha archiviato l' indagine sulla gestione degli aiuti umanitari al Kosovo sotto il governo D’Alema e che ora è in aspettativa dalla magistratura, per fare il sindaco di Bari.
Emiliano dice di non aver lasciato la toga “perché non sono esattamente uno con la carriera politica assicurata”.E allora tanto vale entrare in politica con un piede soltanto, lasciando trasparire l' eventualità che i conti in sospeso potrebbero essere saldati direttamente in tribunale, una volta esaurita la parentesi politica - uno schema collaudato nei primi anni Novanta dal giudice spagnolo Baltasar Garzón.
La tendenza, si noti, è bipartisan -il caso del pm napoletano Alfonso Papa (Pdl) sta li a testimoniarlo. Non contenti dei risultati, alcuni esponenti politici hanno pensato bene di risolvere situazioni di crisi chiamando rinforzi dalla magistratura, in barba al comandamento di Sir Francia Bacon, che voleva i giudici come leoni, “ma sotto il trono”.
Il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, ha chiesto una legge “per impedire che i magistrati assumano incarichi amministrativi”. Persino l’ex pm di Mani pulite Gherardo Colombo, quello che “la Bicamerale è figlia della società del ricatto”, ha detto che tra l' esercizio delle funzioni giudiziarie e la carriera politica “dovrebbe passare una quantità di tempo di una certa consistenza” e che “il pm non deve più poter tornare indietro”.
E invece il pm Giuseppe Narducci è assessore alla Sicurezza a Napoli, il comune in cui indagava fino asettimana scorsa.
Il pm napoletano lavorerà nella giunta che ha sconfitto, alle ultime amministrative, il partito coordinato da Nicola Cosentino, l' ex deputato Pdl che Narducci ha indagato e portato in aula, con l' accusa di collusioni con la camorra.

mercoledì 25 maggio 2011

Noi a San Marco d'Alunzio facciamo così...



Cerco di declinare in termini aluntini il famoso discorso di Pericle agli ateniesi...

Noi a San Marco pensiamo che la politica sia una sfida e non un problema, una bella realtà e non un concorso di popolarità, un servizio e non un trampolino di lancio per far carriera.
E pensiamo che il ricambio generazionale non sia un tema da sbandierare una volta ogni cinque anni, ma ogni giorno per cinque anni, sempre. Noi a San Marco d'Alunzio facciamo così.

Noi a San Marco pensiamo che i nonni aluntini siano una ricchezza, spesso fondamentali sotto il profilo economico e logistico per la vita delle famiglie. Noi crediamo che sia un diritto garantire un'assistenza domiciliare invece di tagliare loro i servizi per organizzare notti bianche. E crediamo che l'avversario si combatte con le idee non con le ossessioni.
Noi vogliamo vivere a viso aperto piuttosto che asserragliati nell'anonimato. Noi a San Marco d'Alunzio facciamo così.

Noi a San Marco pensiamo che i musei e le biblioteche debbano essere arricchite, valorizzate, aperte anche fino a mezzanotte per offrire un' alternativa al turista gratificando e valorizzando il personale che ci lavora. Pensiamo che sia educativo e utile indurre i giovani a crearsi una scuola di canto, recitazione, di aprire una radio locale, una "casa della cultura" per promuovere confronti, condivisioni, scambio di idee. Noi a San Marco d'Alunzio facciamo così.

Noi a San Marco pensiamo che la generosità e la solidarietà cattolica aluntina educhi la nostra sensibilità a ciò che è bello, al vero volontariato, quello verso i deboli non quello verso gli amici. Noi a San Marco d'Alunzio facciamo così.

Noi a San Marco pensiamo che una caserma dei Carabinieri costituisca un presidio di ordine, sicurezza ed autorità e che la sua permanenza nel nostro territorio deve essere supportata sempre e comunque non solo per visibilità ed opportunismo politico. E vogliamo che ogni cittadino pretenda più verde e più decoro urbano, pensiamo di creare un bando per gli artisti delle scuole e delle univeristà d'arte per rendere ancora più interessante ed accogliente il nostro paese. Noi pensiamo ad una rete idrica efficiente, un piano regolatore che sfrutti e valorizzi gli spazi vuoti inutilizzati. Noi a San Marco d'Alunzio facciamo così.

Noi a San Marco crediamo che innalzare l'addizionale IRPEF comunale per garantire sagre del pane cunzatu e calate di maccarruna voglia dire essere irresponsabili. Noi crediamo che bisogna mettersi a servizio del paese piuttosto che mettere un paese a proprio servizio. Pensiamo che nascondere i debiti del comune non sia un servizio per tutti ma un furbata per pochi. Noi a San Marco crediamo davvero nel merito e nella meritocrazia, e pensiamo che sia doveroso promuovere e far crescere professionalmente persone sulla base delle loro capacità e competenze a prescindere dall'appartenenza ad una famiglia. Noi a San Marco d' Alunzio facciamo così.

Noi a San Marco pensiamo che la trasparenza e la pubblicità dell'atto sia un diritto di ogni cittadinno affinché abbia tutti gli strumenti per informarsi su come il sindaco spende i soldi dei cittadini. Pensiamo che ogni cittadino abbia diritto di partecipare alle sedute del consiglio comunale anche da casa o dal posto di lavoro attraverso una web cam che trasmetta le sedute consiliari. Noi a San Marco d'Alunzio facciamo così.

Noi a San Marco crediamo che gli uffici competenti possano scrivere in modo chiaro un punto della situazione (anche via email a chi ne farà richiesta) sullo stato di avanzamento di tutti i cantieri e dei lavori pubblici. Crediamo che ogni quartiere debba essere rappresentato ed attenzionato affinchè ogni residente possa dire la propria segnalando i piccoli interventi da fare ottenendo una risposta entro 48 ore dall'amministrazione, perchè l'ascolto è più importante della facile retorica. Noi a San Marco d' Alunzio facciamo così.

Noi a San Marco, consapevoli della crisi educativa che la società generale sta vivendo, pensiamo che la scuola vada sostenuta e incoraggiata, non dimenticata e strumentalizzata per scopi propagandistici. Per tutto il primo anno di mandato si cercherà di essere più vicini alle nostre scuole, visitandole, per dialogare e affrontare i problemi più da vicino.
Crediamo che isegnare ai nostri figli ad utilizzare il computer e facebook sia un bene ma pensiamo che insegnare ai nostri ragazzi la storia dei personaggi storici che danno il loro nome alle strade del nostro paese sia indispensabile affinchè si rafforzi un' identità aluntina. Noi a San Marco d'Alunzio facciamo così.

Noi a San Marco crediamo che ci voglia consapevolezza ed orgoglio nel vantarsi di aver portato la nostra "aluntinità" fuori, nell'ingegneria nucleare, nelle aziende prestigiose, nelle organizzazioni internazionali, a creare valore nelle univeristà, all'estero, a creare aziende al nord, a lavorare dignitosamente per poter un giorno sfruttare le competenze nel proprio paese.
Noi crediamo che il nostro Paese debba essere più centrale e influente nel comprensorio per riacquistare quella forza e quella specificità di poterci definire fieramente aluntini e non sammarcoti. Di poter orgogliosamente declinare i verbi in dialetto con l'accento sulla "e" finale. Noi a San Marco d'Alunzio facciamo così.

Noi a San Marco vogliamo vincere, altro che partecipare. Crediamo che non ci sia futuro senza passato e siamo grati alle persone che fino ad oggi hanno servito ed onorato il nostro paese, ma siamo consapevoli che adesso tocca a noi. Forse sbaglieremo anche noi, ma perlomeno sbaglieremo in modo diverso.
Noi potremmo fallire per incapacità, ma non per soddisfazioni personali. Noi a San Marco d'Alunzio facciamo così.

Noi a San Marco crediamo che sia giunto il tempo del coraggio, il coraggio del leader che si mette a disposizione del gruppo e non il gruppo che si mette a disposizione del leader. Solo così si rischia, si osa e si vince. Saremo accusati di arrivismo. Ma meglio essere accusati di arrivismo oggi che processati per mancanza di affermare la propria identità domani.

sabato 7 maggio 2011

I Programmi delle Liste


La cosa che di più mi ha colpito in questa prima parte di campagna elettorale è che confrontando i programmi, quello della lista "Primavera Aluntina" è il più credibile e il più attuabile.
Certo non siamo così ingenui nel pensare che gli altri programmi non siano belli o entusiasmanti, ma la differenza sta proprio lì.
Di solito i programmi elettorali sono una ricetta bellissima dove ognuno ci mette il bello ed impossibile.
Se guardassimo al programma elettorale delle altre liste, vi accorgeremmo che è una Disneyland, un mondo surreale a cui ovviamente non bisogna credere.
Probabilmente l´hanno scritto nell´ipotesi di non governare, pensando di perdere.
Il nostro programma invece non ha presentato una società migliore ma si è prefissato di migliorare la società che c'è: questo è importantissimo.
Arcodia molto probabilmente pensa di gestire il futuro come la prosecuzione possibile di un felice passato: dato che abbiamo fatto bene (lui pensa) continueremo a fare bene: molto superficiale ma diretto.
Per Celestino è l' opposto: non ci deve essere la continuazione ma la rottura, imposta dalla realtà.
Le promesse possono essere garantite solo dai doveri, e i doveri possono essere garantiti solo dalla responsabilità che parte dalla singola persona e dal suo impegno, valorizzando il lavoro di tutti, dagli artigiani ai commercianti, dagli impiegati agli allevatori, dagli agricoltori ai circoli culturali.
Nelle continue riunioni elettorali Celestino non si stanca di ripetere "mon mi lasciate solo, ho più bisogno di voi dopo che ora".
Ecco che emerge e ritroviamo la differenza che dicevo prima: le persone vengono prima dei leader e questa nostra idea lascia prefigurare una concezione collegiale, collettiva del potere da parte del nostro sindaco designato.
Noi che abbiamo creato questa coalizione lo abbiamo fatto poiché abbiamo avuto la netta sensazione che rispetto agli altri due leader Celestino ha saputo ascoltarci. Questo non deve essere scontato perché per tanto, troppo tempo si è dato importanza alla capacità di parlare piuttosto alla capacità di ascoltare.
La vera differenza è stata che mentre per Celestino le critiche erano uno spunto di riflessione da accettare con lealtà e rispetto istituzionale, nell'attuale maggioranza erano viste come lesa maestà, alto tradimento ed attentato alla Costituzione (sic!).

In tutti questi anni noi abbiamo tessuto una rete di relazioni, elaborato report da presentare davanti al gruppo in riunione periodiche e costanti, post sul blog, abbiamo fatto battaglie sulle idee, discussioni sulla meritocrazia, corrispondenze con riviste locali.
Forse avevamo lanciato un imlicito messagio ad Arcodia, molti lo potevano leggere anche così, in realtà l'arroganza del potere ha prevalso ed invece di intavolare una discussione a 360° con le nostre istanze e con le nostre idee si è preferito andare oltre e cercare lo scontro frontale.
Noi dunque abbiamo scelto un interlocutore che subito ci ha messo a nostro agio, siamo noi ad aver puntato molto sui giovani, che è però una cosa diversa dagli altri schieramenti, dove i giovani stanno semplicemente sul palco ad applaudire mentre i leaders fanno i loro comizi.
Arcodia e Filippo per loro stessa natura sono dei leader e sulla base della loro persona hanno costruito la loro leadership, creato un gruppo e poi la lista.
Nel caso di Filippo è lampante che siamo in presenza di una lista organizzata per rilanciare e mettere in risalto la sua persona, la sua storia personale, la sua crescente centralità nella società aluntina.
Mentre dunque nella lista di Arcodia e Filippo vengono prima i leader e poi le persone, nella nostra lista è al contrario: prima le persone e dalle persone il leader.
Ovvio che stiamo parlando di tre importanti personalità: Arcodia e Miracula sono persone serie, oneste, i quali, sopratutto nel caso di Arcodia, insieme ad altri hanno scritto la storia politica di Aluntium.
Che dire, che vinca il migliore ma che vinca sulla base della scommessa politica, su ciò che rappresenta, su ciò che ha intenzione di fare, non sui programmi che per una questione elettorale vengono gonfiati a ridosso delle elezioni.
Fosse così gli elettori dovrebbero premiare la lista Primavera Aluntina, la quale offre non un libro dei sogni, non cose impossibili ma parte dalla base naturale dei bisogni e delle necessità di un Paese e dei suoi cittadini.

Il suddetto commento è frutto di opinioni esclusivamente personali che non sono state concordate col comitato elettorale del gruppo "Primavera Aluntina", verso il quale, come tutti sapete, non nascondo la mia totale adesione e il mio incondizionato appoggio.

Lettori fissi