martedì 8 dicembre 2015

Portate i popcorn a San Marco per vedere lo spettacolo della prossima rottamazione della vecchia politica...

2016: FABBRICA DEL PROGRAMMA. UNA PETIZIONE ON LINE?


L’avvicinarsi delle elezioni comunali del 2016 impongono delle scelte organizzative e programmatiche che potranno coinvolgere non solo i membri dell’opposizione consiliare ma tutte le persone interessate a cambiare radicalmente il corso degli ultimi 10 anni.
Il cambiamento per essere credibile deve essere prima di tutto culturale. Non si può ancora pensare di amministrare con logiche prettamente elettorali senza puntare su capacità e meritocrazia.
Un invito a tutte le realtà, le associazioni e tutte le persone animate dall'entusiasmo, dalla passione e dall'interesse per farsi sentire ed iniziare a costruire un gruppo solido con idee comuni.
L’opposizione consiliare può fare da traino in questo percorso ma non può e non deve essere l’unico soggetto ad essere responsabile nel costruire l’alternativa. 
Serve l’aiuto di tutti, serve l’aiuto di chi vuole dare semplicemente un contributo. 
Ma di cosa parliamo quando poniamo questi temi? Cosa intendiamo quando sosteniamo che ci vuole una scossa? Parliamo di temi concreti. In questi anni nessuno ha posto l’accento sui reali problemi che caratterizzano l’azione amministrativa. 
L’idea è quella di una petizione on line su questo sito dove si enunciano le linee guida per una migliore gestione amministrativa. Una sorta di programma, una fabbrica del programma.
Ogni settimana la petizione si aggiornerà con le vostre proposte, le vostre idee (si accettano contributi in forma anonima purché attinenti all'oggetto).
Ci riferiamo alla tassazione per esempio. Nessuna proposta è mai stata presa in considerazione eppure si potrebbe simulare uno studio di fattibilità con proposte che spostino gradualmente la tassazione comunale dalle persone alle cose. O dare una sforbiciata alla spesa pubblica corrente, laddove è inefficiente, per risparmiare e tagliare di qualche decimale le addizionali comunali IRPEF. 
Intervenire decisamente sul piano regolatore con un criterio finalmente condiviso da tutti i soggetti interessati. Immaginare un fondo di sostegno e garanzia a chi ha l’onere di un mutuo gravoso e versa in stato di disoccupazione. Pensiamo ad un vero rilancio dell’edilizia residenziale popolare, consentendo alle persone di riscattare, dopo anni, il proprio alloggio oltre ad ammodernare i nostri edifici con criteri di affidabilità energetica. 
Introdurre elementi di compartecipazione pubblico/privato in progetti infrastrutturali sfruttando il naming right delle aziende del luogo (i comuni limitrofi riescono a convincere le aziende ad investire nell'opera in cambio dei diritti sul nome mentre noi siamo l’unico comune che finanzia le nostre opere al 100% accendendo mutui onerosi come per esempio il campo sportivo).
Musei e cultura: far entrare negli enti pubblici le fondazioni private che portino sponsor e investono in pubblicità più di quanto si faccia adesso. La creazione di una postazione radio come vero rilancio culturale e musicale di un paese, il nostro, sempre fiorente a livello artistico.
Crediamo che questo portale possa davvero essere un luogo di idee. Ogni settimana verrà aggiornato. Possiamo partire con delle tematiche. Dalla gestione delle risorse umane ai nodi irrisolti sui rapporti con la parrocchia. Da proposte per migliorare e semplificare la nostra burocrazia (si pensi alle gare d’appalto lente e farraginose).
Come devono essere informati i cittadini? Da ultime discussioni svolte finora c’è chi è favorevole affinché l’amministrazione informa con una newsletter settimanale tutto ciò che sta facendo, altri pensano che sia necessario la creazione di un blog ad hoc moderato direttamente dal sindaco.
E come gestire un comune caratterizzato da un forte rischio idrogeologico ma alle prese, come tutti i comuni, senza fondi che possano consentire di intervenire rapidamente e senza disagi? 
Ci sono azioni e metodi alternative da percorrere? Secondo noi sì. 

Ognuno può dare uno spunto e sia chiaro che nessuno si debba sentire in dovere di sentirsi membro di questo gruppo. Tutti hanno accesso e possibilità di postare i commenti su questa piattaforma che anche sulla base di vostri imput cambierà nome, cambierà contenuti, cambierà impronta. 
Partecipare non significa essere membro dell’opposizione consiliare.  E' un appello a tutti i moderati, trasversale, appartenenti ad ogni schieramento elettorale. 
Tutte le associazioni, anche a titolo personale, possono intervenire, anche in maniera critica se necessaria. Un invito a tutti a dire la propria. E’ un’occasione per raccogliere idee e soprattutto un monito nei confronti della nostra generazione... nel prenderci lo spazio che meritiamo.  



domenica 18 maggio 2014

AZIENDE ITALIANE ACQUISITE DA SOGGETTI STRANIERI














Elenco indicativo:

LORO PIANA Louis Vuitton Moet Hennessy
BULGARI    Louis Vuitton Moet Hennessy
EMILIO PUCCI  Louis Vuitton Moet Hennessy
ACQUA DI PARMA Louis Vuitton Moet Hennessy
FENDI          Louis Vuitton Moet Hennessy
GUCCI          Kering
BOTTEGA VENETA Kering
SERGIO ROSSI   Kering
ALGIDA         Unilever
SANTA ROSA     Unilever
BERTOLLI       Sos Cuetara
CARAPELLI      Sos Cuetara
PARMALAT       Lactalis
GALBANI        Lactalis
INVERNIZZI     Lactalis
CADEMARTORI    Lactalis
LOCATELLI      Lactalis
BUITONI        Nestlè
SANPELLEGRINO  Nestlè
PERUGINA       Nestlè
MOTTA          Nestlè
ANTICA GELATERIA DEL CORSO Nestlè
LA VALLE DEGLI ORTI  Nestlè
PERONI         SAB Miller (Sudafrica)
GANCIA         Rustam Tariko
FERRETTI GROUP YACHT   Shandong Heavy Industry Group Weichai (Cina)
EDISON         EDF
RUFFINO VINO   Constellations Brands (USA)
GALLO NERO VINO CHIANTI  Imprenditore cinese farmaceutica (Hong Kong)
STAR           Barcellona Gallina Blanca
BENELLI MOTOCICLETTE Qiangjiang (Cina)
SERGIO TACCHINI Hembly International Holding (Cina)
CIFA BETONIERE  Zoomlion (Cina)
GIADA           Red Stone (Cina)
RICHARD GINORI  Pinault
BELFE, LARIO, MANDARINA DUCK E COCCINELLE Park Songsoo
LAMBORGHINI     Audi Wolkswagen
DUCATI          Audi Wolkswagen
GIUGIARO DESIGN Audi Wolkswagen
DIAVIA          Audi Wolkswagen
DE TOMMASO      Hotyork Investment (Cina)
LA STANDA       Billa&Rowe (Austria&Germania)
GIANFRANCO FERRE' Paris Group (Dubai)
VALENTINO       Permira (Gran Bretagna)
FIORUCCI        Edwin International (Giappone)
SAFILO          Hal Holding (Olanda)
FASTWEB         Swisscom (Svizzera)
OMNITEL         Vodafone
WIND            VimpelCom (Russia)
FIAT FERROVIARIA Almston (Francia)
LUCCHINI SPA ACCIAIERIE  Servestal (Russia)
FIAT AVIO        Bcv Investements Sca& Cinven Limited (LXB&GB)
SPS ITALIANA PACK SYSTEMS Pfm Spa (USA)
LOQUENDO         Nuance (USA)
PERNIGOTTI       Toksoz (Turchia).

..........................To be continued?

giovedì 28 novembre 2013

Di Sana e Robusta Opposizione.

Caro Daniele, caro Nando, cara Alessandra, cara Adelina, caro Dino,

tempo fa, su questo blog, avevo sottolineato che nella nostra politica locale a mancare non fosse l'opposizione ma le posizioni che, di fatto, non esistevano.
Mi sbagliavo: per difetto. Nel senso che le posizioni ci sono, eccome, solo che sono sottaciute e non palesate. Sono quelle posizioni che vengono prese in sordina, eppure sono proprio quelle che caratterizzano la politica del nostro Paese.


Per domani è stato convocato il consiglio comunale. E questa è già una notizia. Non so nemmeno gli ordini del giorno che verranno discussi e votati. Mi soffermo sull’ inopportunità di sederci a quel consiglio domani sera. L' abbiamo fatto in passato, voi dite, e non è cambiato niente. Allora io ho un' altra idea. Domani noi al consiglio ci andiamo ma ci imbavaglieremo, ci metteremo un fazzoletto alla bocca in segno di protesta. Chiameremo i fotografi e invieremo tutto alle testate giornalistiche locali. E’ una provocazione, è uno strappo istituzionale, è una strategia della tensione che causa l' irrigidimento e la forzatura della normale dialettica politica? Tant’ è. Ne sono convinto e ne spiego brevemente le ragioni.


Ci sono parecchie richieste ancora in sospeso, parecchie interrogazioni ancora in attesa di essere evase, parecchie nostre interpellanze che devono ancora trovare il cestino giusto per essere ordinatamente messe da parte.


Da osservatore attento, ricordo che l'opposizione ha presentato tutte le interrogazioni che riguardano temi importanti che coinvolgono la cittadinanza:

- Che fine ha fatto la questione della cava? L' affitto di 90.000 euro che dobbiamo incassare dal commissario liquidatore della società?
- E’ sempre più palese che le "periferie" del paese sono sempre più abbandonate perchè non ci sono le risorse ma poi si ritrovano per confenzionare il Paese come un quartiere vetrina delle grandi occasioni: un giorno all'anno: e gli altri 364?
E’ sacrosanto avere un Paese accogliente per il rispetto verso chi ci porta introiti e indotto. Ma perchè dimenticare i residenti che tutto l’anno ci vivono?  
- C'è mezzo Paese che è completamente scollegato dal mondo. Pare possibile che, nonostante le segnalazioni, ci si limita a rispondere con due righe e poi si lascia cadere tutto in mano ai singoli cittadini alla prese con i propri gestori?


Lungi quindi dall'essere polemico gratutitamente, potrei annoverare altre segnalazioni ma non voglio annoiare il lettore, se i cittadini hanno curiosità, possono andare a spulciare il blog "primavera aluntina".


L’ amministrazione ha ragione a dire che spesso trova un muro quando ci si confronta ma bisogna dire che quel muro è frutto di contrapposizioni a volte davvero infantili. Perchè per esempio passare dalla politica dello scalino alla politica delle strisce pedonali a richiesta? Perchè invece di operare in perfetta solitudine, non si coinvolge l' opposizione per discutere un piano generale del traffico?
Perchè non investire seriamente sulla risorse umane e individuare delle figure che possono davvero dare una mano all' ufficio tecnico comunale per la redazione di progetti, aggiornamenti sui bandi, ricerche di contatti e consulenti sui fondi comunitari?
Perchè non si convincono gli operatori commerciali a creare un’ associazione, quella sì, unica utile, per coordinarsi, discutere e aiutare il comune nell'attività di promozione?


Ci sono proposte sepolte dentro un computer che riguardano la manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili e delle strade comunali, l'ingresso nello statuto delle imprese private nei musei, una maggiore trasparenza dei siti on line del Comune, l'albo delle consulenze fermo a parecchi anni fa, le sedute consiliari con le web cam, il vecchio progetto della caserma dei carabinieri, tutte cose che suscitano l’interesse e la passione nei nostri cittadini.
A me spiace dirlo, ma il Paese, soprattutto sul versante dei giovani è davvero fermo, nessun progetto di lungo respiro, eppure se solo ci si impegnasse di più avremmo forse recuperato le vecchie frequenze dove andava in onda la famosa radio che tanto lustro diede ai gloriosi anni che furono!


L' opposizione deve scardinare il sistema, metterlo in discussione con occhio critico.
L'ho già detto e lo ripeto, serve competenza, conoscenza, se vogliamo distendere il rapporto con l' amministrazione si devono organizzare dibattiti, incontri, cicli settimanali di discussioni su tematiche economiche, sul nostro bilancio, sui mutui, sulle norme che cambiano, sul destino dei piccoli comuni che in silenzio vogliono far scomparire.


E’ inutile presentarci ogni mese al consiglio e alzare la mano. Capisco che è un segno di rispetto verso gli elettori, ma anche loro, che si diano una svegliata e facciano sentire la loro voce e il loro sostegno. Dopotutto siamo maggioranza cazzo, non dimentichiamolo!


Caro Daniele, caro Nando, cara Alessandra, cara Adelina, caro Dino, quando domani vi presentate alle votazioni, ricordatevi che ci sono 957 cittadini che vi stanno guardando.

Firmato Vitanza.

domenica 20 ottobre 2013

...Dove eravamo rimasti...(1).


Tempo fa parlando sia con persone che seguono da vicino le dinamiche della politica aluntina sia con semplici osservatori, era emersa la volontà e la curiosità di provare a costituire nel nostro paese un gruppo che potesse approfondire le questioni tecniche che riguardano l' aspetto della nostra macchina amministrativa.
Lasciando da parte il merito dell'attività dell'amministrazione e dei conflitti interni in seno alla maggioranza, l'idea era quella di concentrarsi invece su un modo alternativo di commentare e di seguire la politica.

UNA PREMESSA: Premetto che non sono tra quelli che critica l'operato fino adesso svolto dall'opposizione, anzi, ne sono un convinto ed entusiasta sostenitore, sia per il tempo che dedicano, sia per le quantità di lavoro pubblicato sul blog ufficiale sia per l' ascolto e la presenza sul territorio che garantisce, nonostante tutto (e nonostante la mia assenza).
Il problema però non è la presunta assenza di opposizione.
La parola "OPPOSIZIONE" significa "opporsi ad una posizione" (Op- posizione),  ma qui il problema è che non manca tanto "l'opposizione" ma quanto la "Posizione" contro la quale ci si deve opporre. Ma questi sono altri discorsi.

TEMPI DURI: Lo scenario che si presenta in questi tempi di spending review, di tagli, di manovre economiche lacrime e sangue,di Patti di Stabilità interni ai comuni è molto duro.
Alla luce di sempre più pressanti cambiamenti nell'attività di amministrare e di fare opposizione, alla luce delle sempre più competenze richieste per far funzionare l'apparato burocratico, la politica impone strumenti sempre affinati, conoscenze che, o per poco tempo a disposizione o per forma mentis, non si dispongono.

SFP: Contestualmente alla crisi dei piccoli comuni e della volontà della giunta regionale di accorparli o riorganizzarne le competenze, pensavo che sarebbe utile costituire a San Marco una "Scuola di Formazione Politica" (SFP).
Una scuola che abbia un tratto e un legame col passato rievocando e ripercorrendo la nostalgia di ciò che si faceva nelle vecchie sezioni di partito: un luogo di incontro, di discussione e sopratutto di approfondimento e di analisi.
Queste due ultime attività sono fondamentali per conoscere il sistema politico e le sue implicazioni dato che ormai sul fronte delle notizie siamo abbastanza coperti dalla quantità di informazione in real time fornita da testate on line come 980, GL PRESS ecc....ecc...
In poche parole: le notizie le abbiamo, il modo per discuterle no.
L' informazione, sopratutto quella nebroidea, si è sviluppata a tal punto che si ha ormai la conoscenza di tutto ciò che accade, ma l' aspetto che più contraddistingue e caratterizza una forza o gruppo politico è la capacità di andare a fondo del problema, di "leggerlo" con prospettive diverse. Un metodo alternativo, un metodo che non si limita a commentare la notizia o quello che accade ma che includa la capacità di analisi per orientarsi nelle scelte da prendere.
Se per esempio vediamo molti articoli sulla questione cava o sulla proposta di legge regionale per accorpare i Piccoli Comuni, non abbiamo le stesse notizie e gli strumenti per guardarli da vicino, sviscerarli e analizzare i fatti che li provocano.
Una scuola di formazione politica trasversale, che non abbia pregiudizi partitici, che includa chiunque a San Marco volesse capire gli strumenti per governare ed amministrare sembra la riposta più forte.
Una scuola dove a cadenza mensile o a seconda delle urgenze possa essere convocata per discutere su temi di grande rilevanza attuale.
Penso per esempio all'opportunità di organizzare un dibattito sulla questione cava, invitando il giornalista, il sindacalista e il rappresentante dell'azienda per capire meglio quali soluzioni e quali aspettative si nascondono dietro allo scenario ufficiale.

Un organo che possa brillare di luce propria senza personalismi ed elezioni interne dove ci si va a discutere e ad apprendere. Una scuola dove alla luce dei cambiamenti dei piccoli comuni si invita il rappresentate  nazionale ANCI per parlare insieme sugli sviluppi dei vari disegni di legge che ci riguardano.

Una scuola aperta, che non sia di "opposizione" nel vero senso della parola, cioè non si vuole criticare o analizzare pretestuosamente le cose per attaccare l' amministrazione in carica. Tutt'altro.
Se si parla del buco di bilancio dei vari comuni penso che il responsabile economico del nostro comune abbia tutto il piacere e l'interesse per discutere le azioni intraprese.
Non deve essere però una vetrina per spot elettorali o comizi: deve essere una riflessione.
Una scuola che possa avere contatti con i gruppi consiliari degli altri comuni limitrofi giusto per confrontarsi con le loro realtà.

Ho avuto in questo ultimo periodo il modo di approfondire la questione col professore di economia politica dell' Università di Messina, studioso di sviluppo locale, consulente dell'assessorato della regione siciliana, con giornalisti che si sono occupati delle questioni importanti.
Persone giovani e preparati che conoscono le tematiche che vogliamo affrontare e disponibili per la stesura di questo progetto.
Una scuola dove persone preparate e qualificate ci aiutano nella lettura della relazione del revisore dei conti, a tenere una lezione su come viene formato un bilancio comunale, sui vari capitoli di spesa, sul patto di stabilità così da voler dare un impronta cattedratica (sic!) alle nostre nozioni di politica economica.
Un Scuola che abbia un anima sociale, di impegno e di denuncia contro il racket e le mafie che sono temi molto sensibili e oggetti di studio.

Una scuola che abbia l'impostazione sui macro temi generali (non parliamo certo di come richiedere ed ottenere strisce pedonali davanti casa).

- Relazione di bilancio
- Vertenze economico sociali
- Tassazione piccoli comuni
- Sviluppo Turistico
- Studi sul territorio
- Corsi di public speaking


Credo che sia davvero un'opportunità non solo per noi ma anche per tutti coloro che si impegnano per il Paese, per il turismo, per i giovani che si accingono alla politica e che non devono essere chiamati l'ultima notte per chiudere le liste ettorali ma che gradualmente si costruiscono una opinione e una conoscenza.
I membri dell'associazionismo aluntino vario, la Consulta, la società civile in primis e tutti coloro che possono già vedere dove reperire gli strumenti per diventare gli amministratori di domani.
Perché è pur vero che a volte si è obbligati a sbagliare, ma ogni tanto parlare di tematiche serie fa arricchire culturalmente un paese chiedendosi sul loro perchè.

(1) "Dove eravamo rimasti" è la frase che utilizzò EnzoTortora quando, venerdì 20 febbraio 1987, ricompare in tv dopo il suo calvario giudiziario e apre la nuova edizione di Portobello con la stessa frase che disse Luigi Einaudi quando riprese a collaborare al "Corriere della sera" dopo il fascismo: "Heri dicebamus". Dove eravamo rimasti.

lunedì 11 febbraio 2013

BENEDICT PREDICTION...MARZO 2012







UNA SERATA AGLI OSCAR...!

 
Oscar col Candidato al Senato Lorenzo Colonna Preti
I due durante un breve colloquio

Good luck!

La foto di rito

Io non so se questa storia andrà avanti. Sono certo però che gli sforzi, l'organizzazione, i sacrifici di chi si sveglia al mattino, il porta a porta, il volantinaggio, le sere tarde, le spese non rimborsate, lo staff, le liti, gli attacchi, i sorrisi, e poi ancora la rete da creare a livello nazionale, e i facts checkIng sugli argomenti ancora prima di renderli noti, le tabelle, la scientificità dei dati, l'oggettività delle argomentazioni, la controfirma sulla fattibilità del programma da parte dei più stimati economisti italiani all'estero, l'incoraggiamento di Giavazzi e Franco De Benedetti. E' proprio bello quando non ci si limita ad urlare e basta ma a sforzarsi di capire e studiare il programma dettagliato. Non so se questa storia andrà avanti, di sicuro è che attaccano e se attaccano hanno paura e se hanno paura ci temono e se ci temono ci rafforzano e se ci rafforzano aumentano le possibilità e se aumentano le possibilità di scardinare il sistema, siamo lì e se siamo lì si guarda non dove andremo ma da dove siamo partiti: una giornata di agosto con un lancio facebookiano seguito da un messaggio: "è impossibile". Poi si pensò: proprio pensando all'impossibile si fece il possibile. E si partì...

domenica 13 gennaio 2013

DIET COKE CULTURE? NO GRAZIE!

Diffidiamo dei sondaggisti che intervistano cittadini inferiori a 24 anni, quelli più lontani e più distaccati dalla politica. Diffidiamo dalle più frequenti tecniche di manipolazione metodologiche e comunicative caratterizzati dai più madornali errori di previsione registrati nelle stime di voto.
FID è un movimento di idee, di programma. Metteremo al centro del dibattito le questioni economiche, quelle che interessano tutti noi comuni cittadini, il libro più letto (la busta paga), il servizio più scadente. Con appena il 2% in meno di interessi sul debito decongestioniamo il traffico della Lombardia, aiutiamo gli asili nido, informatizziamo gli uffici che rilasciano i certificati, azzeriamo le addizionali regionali. Per far cassa non abbiamo bisogno di operazioni di creatività finanziaria della provincia o dei comuni o della regione che portano inevitabilmente a fenomeni di corruzione come le concessioni autostradali, delle quote di società aeroportuali compartecipate, o dello smaltimento dei rifiuti tossici in Lombardia. Perché semplicemente la visione di FID è lo "small government".
Siamo disponibili alla rimodulazione della spesa, con tagli ove necessario, ma ci si guadagna in termini di entrate e costo della vita. E' un win to win game: dobbiamo solo credere nella volontà di esecuzione di Giannino e dei suoi candidati che esprimono la competenza nella materia che trattano e il non professionismo della politica "politichese". Merito e competenza. La famosa "comprereste un'auto usata da quest'uomo?" (would you buy a used car from this man?), può essere utilizzata contro i rappresentanti che da anni siedono sugli scranni del senato regionale. I vari Berlusconi, Maroni, il PD e la patrimoniale, e se non è patrimoniale è la tassa sui supericchi di Vendola copiata da Hollande). E che dire delle loro liste di uomini che alla fine sono sempre quelli delle porte girevoli della politica? Come possono essere più credibili e addirittura premiati col voto? Un voto di rottura è un voto di protesta democratico, sano, limpido: "voto perchè credo nelle loro competenze", voto non contro qualcuno ma per qualcosa e nel nostro caso quel qualcosa è la meritocrazia e la competenza.
Le persone dietro a questo progetto di Lorenzo Colonna-Preti candidato per FARE al Senato della... fanno proprio il pensiero della DIET COKE CULTURE (la cultura della Coca Cola light): Un vizio italiano quello di pretendere di avere un welfare generoso e le tasse basse. Come riporta anche qui il corriere, siamo arrivati allo sfinimento. E' tipico di quelle persone che vogliono il lavoro sotto casa e senza rischio, quelli che non investono nelle loro stesse competenze e non credono nelle loro stesse capacità. Come quelli che vogliono la Coca Cola light: "vogliono il dolce ma senza lo zucchero, vogliono consumare ma non risparmiare, esigono servizi pubblici ma senza pagare tasse, lo stesso meccanismo ‘light’ della bibita che ha da essere dolce ma senza calorie (Nathan Gardels, Huffington Post)".
E' impossibile! Quindi amici, sforziamoci nel dare l'appoggio, crediamoci per una volta, facciamo la nostra figura, per noi e per LORENZO COLONNA PRETI candidato per FARE al SENATO DELLA REPUBBLICA.

http://www.corriere.it/economia/13_gennaio_12/Bilancio-dello-Stato-analisi-Taino_95a779a6-5cfd-11e2-bd70-6c313080309b.shtml

domenica 6 gennaio 2013

A domanda, si risponde: Bravi! E il dibattito si accende!

Aggiungi didascalia
Prendete un' analista politico e delegato della UE in El Salvador,dei membri del gruppo appassionati e delusi dalla politica, semplici cittadini, lo staff di un candidato, le positive provocazioni, adesso miscelate il tutto e vedrete venire fuori un interessante dibattito all'interno del gruppo per il candidato LORENZO COLONNA - PRETI e di FID sul profilo facebook e sulla pagina a lui dedicata.

L'occasione la dà lo stesso Lorenzo in risposta ad un intervento sul redditometro e al post dei membri dello staff che lui approva e rilancia.

Ecco lo stralcio dell'intervento e l'endorsement di uno dei tanti follower del candidato

"Colgo l'occasione per dire la mia ed entrare ufficialmente nella mischia per FID e Lorenzo Colonna candidato per FARE al Senato della Repubblica. 
Vedi Stefano Gatto, come tu ben sai, la storia si ripete sempre per analogia mai per identità perfette. Quando ti spingi a mettere le mani nelle tasche dei cittadini oltre il limite non devi mai sottovalutare la reazione del popolo. Per scrupolo chiedere a Giorgio III e Luigi XVI: proprio a causa delle tasse, uno perse la colonia più ricca e l'altro la testa! (Cit. Antonio Martino).
Questa premessa per dirti che no, FID non vuole nè scimmiottare nè pretendere di ergersi a costola del Tea Party americano e per due sostanziali differenze.
FID non è nata in una delle segherie della Virginia ad opera di persone con camicia botton down, non parla di operazioni quali "restoring honor" e cose profondamente nazionalpopolari che rasentano il patriottismo tipico della destra religiosa Diopatriaefamiglia.
Quello è un movimento radicale e antistatatlista. FID è un movimento liberista e liberalmercatista (nell’accezione pro mercato).
Tuttavia FID ha il coraggio di rompere questi schemi peculiari italici e dice, parafrasando Kennedy: non ci chiediamo cosa lo stato può fare per noi ma non vogliamo nemmeno che ci venga chiesto cosa possiamo fare noi per lo stato (restando fermi tutti i doveri civili e civici che ricadono in quanto cittadini): questa è la vera novità.
Caro Stefano, tutti siamo liberisti quando il governo prende ma subito diventiamo statalisti quando invece il governo dà. Eh no, squarciamo l’ipocrisia: lo stato interviene per correggere le storture del sistema e creare le condizioni per competere in modo sano e proficuo, punto.
Noi ci illudiamo che ancora possiamo avere tutto: stato sociale from the cradle to the grave e bassa tassazione: ma dove? Svegliamoci, il tempo delle illuminate ricette economiche del tassa e spendi è finito. FID sa solo che bisogna scegliere e su questa scelta chiede l’appoggio, niente di più e niente di meno.
Come lo fa e su quale base? I programmi ormai si possono visionare dappertutto, le logiche elettorali e i sondaggi che non ne azzeccano mai una, ormai ci tartassano su schemi e proiezioni. Ma FID non si trascina nella logica elettorale fino a se stessa, vuole semplicemente gridare e urlare le proprie idee senza prendere in giro il cittadino con discorsi mielosi.
Ma pensiamo davvero che parlando con facili discorsi e accattivanti demagogie si possono guadagnare dei voti di cittadini rincretiniti? Certo che no, è invece sulle proprie responsabilità e sul concetto individuale che va condotta la battaglia.
Oggi, in tempi di esperti,di tecnici, di tecno finanza, di geofinanza, di imprenditori in politica con le proprie fondazioni, think tank, dei sondaggi a piacimento e in tutte le salse, dei teleprompter che rendono tutto così perfettamente artificiale e asettico, per scuotere le coscienze non si sa più che cosa sia necessario.
Cosa nello specifico? Le responsabilità individuali, quelle sì inalienabili e insiti su di noi e sui nostri doveri di uomini che al mattino si alzano e fanno il loro dovere senza chiedere niente allo stato.
E’ da qui che Lorenzo e FID devono partire e fare proprio il concetto di “fallimento”, inteso sia come distruzione creatrice di shumpeteriana memoria, sia di paradigma americano. 
Ricordo ancora il mio stupore quando quel tale nel pub della California si lamentava del suo nuovo genero che “in vita sua non aveva mai fallito”. Fallimento inteso come pro attività, come dinamismo, come rischio, come impresa, come cadere, ricreare e non essere dunque passivo di fronte all’ impresa.

Ecco qualche idea che si coniuga perfettamente con quello che voglio dire e con la responsabilità individuale. Ecco qualche idea anche provocatoria per entrare più nel dettaglio del mio sostegno a Lorenzo.
Credete che sia del tutto fuori luogo delegare a Lorenzo di proporre anche in Italia l’ introduzione dell’istituto giuridico del "recall": il diritto di mettere in discussione il mandato di un eletto. La norma, già vigente in California e in molti stati americani riconduce proprio alla responsabilità individuali, a quelle ci dobbiamo inchiodare e su quelle chiediamo il voto e su quelle ci si deve misurare.

Passando invece alle tematiche economiche, niente di quello che è stato già detto e scritto soprattutto da fior fiori di economisti alla stesura del programma per FID potrei aggiungere.
Io personalmente batto sempre per affamare la bestia del debito pubblico intervenendo sul patrimonio pubblico, sulle dismissioni di immoli pubblici che tute le stime danno sul valore massimo di 400 miliardi di euro.
Pensate che effetto avrebbe se collocassimo, tramite una società da quotare in borsa, recuperando anche 100 miliardi per la botta secca della riduzione del debito pubblico. Partiamo, giusto per un esempio, dal nostro locale per spostarci al nazionale/globale. Pensate agli immobili dismessi situati nelle vie Bainsizza e Monte Santo a Varese (cito due località che ho preso leggendo le news di qualche tempo fa, mi scuso se non vi è corrispondenza con la realtà attuale). Pensate al valore che può creare una cartolarizzazione pilotata di queste proporzioni e poi calcoliamola su scala nazionale. Oltre a ridare valore al patrimonio dismesso, si può trarre un plus che in mano ai Comuni, gli immobili non avrebbero.

Da queste proposte, anche provocatorie, anzi volutamente provocatorio mi spingo a chiedere a Lorenzo un impegno: di farsi promotore di un’ iniziativa parlamentare per promuovere la revisione dei fattori che determinano il PIL di una nazione che includa, nel computo dei fattori che determinano il valore, anche la qualità della vita, della sicurezza, dell’inquinamento, della felicità (indice sviluppo umano) e del valore del no profit e del volontariato (una persona dal forte impegno cattolico come Lorenzo sa benissimo, essendo attivissimo nel no profit, quanto importanza assumerebbe in un paese come l’Italia il calcolo di questi fattori).
Partiamo dalla constatazione che probabilmente “il PIL ufficiale dell’Italia è sottostimato . Non solo a causa del “sommerso” (vera disgrazia aggiungo, ndf) ma anche a causa della particolare struttura proprietaria delle imprese italiane che, essendo prevalentemente familiari,a differenza delle grandi società europee quotate in borsa, non consolidano nei loro bilanci tutta la ricchezza effettivamente prodotta e posseduta all’estero” (Giulio Tremonti, Rischi Fatali, Mondadori, 2005).
Ripeto, sono delle idee provocatorie (mica tanto perché in Francia si era creata una vera commissione per studiare questi fattori) ma lo spirito da percorrere è questo, quello di osare e di agitare il dibattito.

Ho buttato lì qualche idea sperando di rendere chiaro la mia ragione di sostegno a Lorenzo, alla sua persona perché i cittadini di questi tempi non si fidano delle parole, si fidano delle persone e della competenza. Ecco che secondo me la carta migliore che Lorenzo ha è Lorenzo stesso perché se vuole vincere deve puntare sulle sue competenze, sul curriculum che dice già tutto. Solida, lunga e variegata esperienza all’ estero, mettersi in gioco più volte, in contesti e situazioni diverse e difficili, lingue, tutto ciò che si chiede ai giovani di oggi se vogliono costruirsi un futuro dignitoso. Non dite voi stesi ai vostri figli di andare all’estero, imparare delle lingue, studiare materie scientifiche, di non accontentarsi del lavoro sotto casa, possibilmente con poche responsabilità e senza grattacapi per la testa?
Una persona come Lorenzo e come altri nella sua stessa situazione meritano la massima attenzione. Persone che hanno fatto queste esperienze, sono lontani dalle logiche del politichese e della politica di palazzo e dei suoi meccanismi.
(Io mi riferisco a lui perché conosco lui giusto per ribadire il lettore che non sono nè un biografo né un agiografo all’ occasione).
Allo stesso tempo, anche lui deve comunicare se ha fatto in passato parte di movimenti politici, se ha lavorato in precedenza per enti governativi e ministeri. Non perché gli elettori vogliono ficcanasare nel suo excursus vitae ma proprio per garantire quel minimo di trasparenza che si richiede a chi ambisce a rappresentare una carica pubblica nel rispetto dei suoi elettori.

Chiudo dicendo a Stefano che proprio dalle piccole cose partono i cambiamenti, i rinnovamenti, e mi ricollego a ciò con il quale ho iniziato questo post, i Giambattista Vico e i suoi cicli storici che si ripetono!
Terminiamo con la memoria di una giornata di inverno a Boston dove le colonie si ribellavano al grido di “no taxation without representation”.
Ai tempi migliaia di cittadini si rivoltavano contro un governo che li tassava ma che non li rappresentava. Attenzione signori, oggi, a distanza di secoli, siamo nella stessa situazione: abbiamo un governo che tassa senza rappresentarci! Quando si parlava appunto dei corsi e ricorsi storici, delle analogie e delle identità perfette, delle similitudini e delle ripetizioni ….e così via. Così. Via.

Lorenzo Colonna-Preti candidato per FARE al Senato della Repubblica

FERMIAMO IL DECLINO

Un Manifesto per le IDEE e per il FARE, l 'economia, la competenza. Questo è l'incipit della campagna elettorale con la quale il candidato al Senato Lorenzo Colonna Preti ha dato il via ufficiale alla corsa.

ISSUES
Attenzione ai temi economici, ma anche sulle micro tematiche del calcolo del volontariato ai fini del PIL nazionale, proposte sulle dismissioni del patrimonio pubblico per la riduzione del debito, cultura del proattivismo di fronte al fallimento, rischio, responsabilità individuale, l'accento sulle competenze, paragoni storici e analogie col presente.
Tutti ingredienti che hanno fatto da contorno all'azione capillare e territoriale dello stesso candidato che al mattino del Sabato era ai gazebo per la raccolta firme e per diffondere e far conoscere questo nuovo movimento antitasse e liberista ideato e promosso dal vulcanico e famoso giornalista/economista Oscar Giannino.

CAMPAIGN STAFF 
Lo staff della campagna elettorale, composto da persone di ogni fascia d'età sta mettendo a punto una serie di azioni tese a far circolare delle idee concrete sui vari issues. Il gruppo facebook Lorenzo Colonna Preti candidato per FARE al Senato della Repubblica vanta già numerosissimi aderenti (molti gli amici che appoggiano l'iniziativa anche se non possono esprimere la preferenza a causa della diversa residenza).
"E' presto per tracciare una proiezione ma i primi feedback sono positivi in termini di partecipazione e risposte sui punti affrontati" spiega Rocco Mela, il Campaign Communications Director. 29 anni, Laurea in Scienze Politiche, qualifica di giornalista pubblicista, giovane costretto a lasciare l' Italia per lavorare in Francia e Inghilterra ma che adesso è tornato rimettendosi in gioco dando una mano a Lorenzo. "Come sottolineato anche dallo stesso Lorenzo" continua, "la difficoltà principale sta nell'avvicinare i giovani e far conoscere FID perchè nonostante lo stupore iniziale, una volta mostrato le idee, la reazione è molto positiva. Diciamo che la pochissima, quasi nulla, esposizione mediatica di cui (non) gode FID non aiuta a penetrare negli ambienti giovanili che storicamente non vengono raggiunti dalle news sulla politica causa disinteresse, pigrizia o semplicemente delusione".

Quale sarà la vostra tabella di marcia? 
"Abbiamo una serie di iniziative: dalla pubblicazione di un Manifesto delle IDEE creato grazie al contributo degli iscritti, alla campagna "100 idee in 100 ore" che porterà alla stesura di quanto viene fuori dai brainstorming e dai briefing quotidiani del candidato. La presentazione ufficiale della candidatura e della lista Venerdì a Milano, presenza costante sul web e sui social network ma anche sul territorio,  sul porta a porta come fatto sabato mattina a Varese dallo stesso candidato, sono tutte azioni in cima alla priority list per una maggiore visibilità a lui e a FID. Si proseguirà con qualche intervista a dei blogger che hanno espresso il loro interesse e idee, idee e idee, anche provocatorie ma idee, perché come amiamo ripetere: il declino non si ferma con le parole".

Cosa rispondete a chi vi accusa di essere catastrofisti, dei "declinisti" cronici appunto?
La sua domanda è un invito a nozze perchè nella azioni che menzionavo prima avevo dimenticato quella più importante: la redazione di un elenco che evoca tutti i primati in campo economico e sociale che un paese come il nostro può ancora fregiarsi, le posizioni di nicchia conquistate dalla nostre piccole e medie imprese, la vera spina dorsale della nostra economia, il ruolo dei vari distretti industriali, la speciale classifica redatta da Eurostat che annovera ben 9 delle nostre regioni nello speciale ranking delle 40 regioni europee più ricche, classifica che gli sfascisti francotedeschi non ci fanno mai vedere, è lì a dimostrarlo.

Siamo sicuri che sia davvero così? 
Prendiamo il curriculum di Lorenzo e facciamolo "parlare". Secondo voi è uno che si è messo a recitare la parte della Cassandra tipica dei veri sfascisti e di quelle persone che per decenni sedevano in parlamento dicendo che tutto sommato le tasse erano bellissime o si è speso rimboccandosi le maniche dalla Spagna, al Libano, passando per Israele  Lorenzo, come anche FID, lancia l'allarme, ma non lo fa con le parole, lo fa con i fatti dell' impegno attivo.
Da Newton in poi, le mele non cadono in salita, cadono in discesa: ciò che viviamo adesso è colpa di chi c'era nel 2011, nel 2008, nel 2006 e così via. Così: Via!



sabato 20 ottobre 2012

I cattolici praticanti spariscono, le chiese diventano moschee - [ Il Foglio.it › La giornata ]

Camillo Langone "al mondo serve di più un praticante non credente che un credente non praticante".


I cattolici praticanti spariscono, le chiese diventano moschee - [ Il Foglio.it › La giornata ]http://www.ilfoglio.it/soloqui/15394

venerdì 31 agosto 2012


T.S. Eliot

Il canto dell'amore di J. Alfred Prufrock

Thomas Stearns Eliot
S'io credesse che mia risposta fosse
A persona che mai tornasse al mondo,
Questa fiamma staria senza più scosse.
Ma perciocché giammai di questa fondo
Non tornò vivo alcun, s'i' odo il vero,
Senza tema d'infamia ti rispondo.
I
Allora andiamo, tu ed io,
Quando la sera si stende contro il cielo
Come un paziente eterizzato disteso su una tavola;
Andiamo, per certe strade semideserte,
Mormoranti ricoveri
Di notti senza riposo in alberghi di passo a poco prezzo
E ristoranti pieni di segatura e gusci d'ostriche;
Strade che si succedono come un tedioso argomento
Con l'insidioso proposito
Di condurti a domande che opprimono...
Oh, non chiedere « Cosa? »
Andiamo a fare la nostra visita.
Nella stanza le donne vanno e vengono
Parlando di Michelangelo.
La nebbia gialla che strofina la schiena contro i vetri,
Il fumo giallo che strofina il suo muso contro i vetri
Lambì con la sua lingua gli angoli della sera,
Indugiò sulle pozze stagnanti negli scoli,
Lasciò che gli cadesse sulla schiena la fuliggine che cade dai camini,
Scivolò sul terrazzo, spiccò un balzo improvviso,
E vedendo che era una soffice sera d'ottobre
S'arricciolò attorno alla casa, e si assopì.
E di sicuro ci sarà tempo
Per il fumo giallo che scivola lungo la strada
Strofinando la schiena contro i vetri;
Ci sarà tempo, ci sarà tempo
Per prepararti una faccia per incontrare le facce che incontri;
Ci sarà tempo per uccidere e creare,
E tempo per tutte le opere e i giorni delle mani
Che sollevano e lasciano cadere una domanda sul tuo piatto;
Tempo per te e tempo per me,
E tempo anche per cento indecisioni,
E per cento visioni e revisioni,
Prima di prendere un tè col pane abbrustolito
Nella stanza le donne vanno e vengono
Parlando di Michelangelo.
E di sicuro ci sarà tempo
Di chiedere, « Posso osare? » e, « Posso osare? »
Tempo di volgere il capo e scendere la scala,
Con una zona calva in mezzo ai miei capelli -
(Diranno: « Come diventano radi i suoi capelli! »)
Con il mio abito per la mattina, con il colletto solido che arriva fino al mento, Con la cravatta ricca e modesta, ma asseríta da un semplice spillo -
(Diranno: « Come gli son diventate sottili le gambe e le braccia! »)
Oserò
Turbare l'universo?
In un attimo solo c'è tempo
Per decisioni e revisioni che un attimo solo invertirà
Perché già tutte le ho conosciute, conosciute tutte: -
Ho conosciuto le sere, le mattine, i pomeriggi,
Ho misurato la mia vita con cucchiaini da caffè;
Conosco le voci che muoiono con un morente declino
Sotto la musica giunta da una stanza più lontana.
Così, come potrei rischiare?
E ho conosciuto tutti gli occhi, conosciuti tutti -
Gli occhi che ti fissano in una frase formulata,
E quando sono formulato, appuntato a uno spillo,
Quando sono trafitto da uno spillo e mi dibatto sul muro
Come potrei allora cominciare
A sputar fuori tutti i mozziconi dei miei giorni e delle mie abitudini? .
Come potrei rischiare?
E ho già conosciuto le braccia, conosciute tutte -
Le braccia ingioiellate e bianche e nude
(Ma alla luce di una lampada avvilite da una leggera peluria bruna!)
E' il profumo che viene da un vestito
Che mi fa divagare a questo modo?
Braccia appoggiate a un tavolo, o avvolte in uno scialle.
Potrei rischiare, allora?-
Come potrei cominciare?
. . . . . . . . . . . .
Direi, ho camminato al crepuscolo per strade strette
Ed ho osservato il fumo che sale dalle pipe
D'uomini solitari in maniche di camicia affacciati alle finestre?...
Avrei potuto essere un paio di ruvidi artigli
Che corrono sul fondo di mari silenziosi
. . . . . . . . . . . . .
E il pomeriggio, la sera, dorme così tranquillamente!
Lisciata da lunghe dita,
Addormentata... stanca... o gioca a fare la malata,
Sdraiata sul pavimento, qui fra te e me.
Potrei, dopo il tè e le paste e i gelati,
Aver la forza di forzare il momento alla sua crisi?
Ma sebbene abbia pianto e digiunato, pianto e pregato,
Sebbene abbia visto il mio capo (che comincia un po' a perdere i capelli)
Portato su un vassoio,
lo non sono un profeta - e non ha molta importanza;
Ho visto vacillare il momento della mia grandezza,
E ho visto l'eterno Lacchè reggere il mio soprabito ghignando,
E a farla breve, ne ho avuto paura.
E ne sarebbe valsa la pena, dopo tutto,
Dopo le tazze, la marmellata e il tè,
E fra la porcellana e qualche chiacchiera
Fra te e me, ne sarebbe valsa la pena
D'affrontare il problema sorridendo,
Di comprimere tutto l'universo in una palla
E di farlo rotolare verso una domanda che opprime,
Di dire: « lo sono Lazzaro, vengo dal regno dei morti,
Torno per dirvi tutto, vi dirò tutto » -
Se una, mettendole un cuscino accanto al capo,
Dicesse: « Non è per niente questo che volevo dire.
Non è questo, per niente. »
E ne sarebbe valsa la pena, dopo tutto,
Ne sarebbe valsa la pena,
Dopo i tramonti e i cortili e le strade spruzzate di pioggia,
Dopo i romanzi, dopo le tazze da tè, dopo le gonne strascicate sul pavimento
E questo, e tante altre cose? -
E' impossibile dire ciò che intendo!
Ma come se una lanterna magica proiettasse il disegno dei nervi su uno schermo:
Ne sarebbe valsa la pena
Se una, accomodandosi un cuscino o togliendosi uno scialle,
E volgendosi verso la finestra, dicesse:
« Non è per niente questo,
Non è per niente questo che volevo dire. »
. . . . . . . . . . .
No! lo non sono il Principe Amleto, né ero destinato ad esserlo;
Io sono un cortigiano, sono uno
Utile forse a ingrossare un corteo, a dar l'avvio a una scena o due,
Ad avvisare il principe; uno strumento facile, di certo,
Deferente, felice di mostrarsi utile,
Prudente, cauto, meticoloso;
Pieno di nobili sentenze, ma un po' ottuso;
Talvolta, in verità, quasi ridicolo -
E quasi, a volte, il Buffone.
Divento vecchio... divento vecchio...
Porterò i pantaloni arrotolati in fondo.
Dividerò i miei capelli sulla nuca? Avrò il coraggio di mangiare una pesca?
Porterò pantaloni di flanella bianca, e camminerò sulla spiaggia.
Ho udito le sirene cantare l'una all'altra.
Non credo che canteranno per me.
Le ho viste al largo cavalcare l'onde
Pettinare la candida chioma dell'onde risospinte:
Quando il vento rigonfia l'acqua bianca e nera.
Ci siamo troppo attardati nelle camere del mare
Con le figlie del mare incoronate d'alghe rosse e brune
Finché le voci umane ci svegliano, e anneghiamo.
Thomas Stearns Eliot

domenica 5 agosto 2012

Comunicazione di servizio: l' Assessore è desiderato alla cassa.

L’Assessore Mileti ha inviato un messaggio a reti unificate ed a tutti gli organi di stampa locale per farci sapere che il bilancio di previsione del 2012 è stato approvato, è ottimo e tutti dovremmo apprezzare lo sforzo che lui sta facendo affinché il nostro Comune sia in buona salute.
Mi stavo quasi emozionando nel leggerlo.
In realtà, paragonando il bilancio di previsione del 2011 (ovvero quello che il comune prevedeva di spendere/incassare) possiamo dire che è uguale a quello del 2012! (trasmettiamo a breve copia sul blog primavera aluntina).
 Non capisco dove siano tutti questi risparmi e queste ottimizzazioni.
L’immagine finanziaria che l' assessore dipinge di San Marco è quella tipica raffiguarata nella confezione del Mulino Bianco, con la casetta bianca, i fiori e il mulinello ad acqua. Tutto bello, tutto suggestivo e tutto efficiente.
So che ogni occasione è buona per questi piccoli spot dal sapore elettorale ma cosa ci volete fare, è più forte di me e ancora non mi sono abituato.

TASSE
Io mi aspettavo una vera e propria novità positiva sulle tasse: su un eventuale abbassamento di aliquote così da ridurre la pressione fiscale e far respirare le tasche degli aluntini. Io mi ero illuso che nella parte riguardante le tasse trovassi un impegno sulla revisione delle tariffe sulle utilities che l’opposizione sta trattando con serietà e che riguardano le bollette dell’acqua, ottenendo di pagare il consumo effettivo e quindi come far risparmiare la cittadinanza. Nulla invece.
Io mi aspettavo qualche somma stanziata verso la valorizzazione dei nostri gioielli di famiglia attraverso un piano di investimento che rilanciasse i Musei e l’ indotto turistico.
Contemporaneamente ho dato uno sguardo al Programma dell’ “Estate Aluntina 2012”: non sindacando le manifestazioni (anzi!) ma prendendo atto che ancora una volta si tratta di un programma dove le casse comunali non monetizzano nulla, tutto sbilanciato verso chi incassa e basta.
E’ triste, ma è da 10 anni che scriviamo le stesse cose. Adesso siamo anche un pò stufi.

RISORSE UMANE
L’assessore/scrittore ha issato sul suo vessillo l’ottimizzazione delle risorse umane.
Gli perdono tutto, ma non sventoli il panno rosso davanti al toro, abbi questa sensibilità.
Se la prima amministrazione è stata caratterizzata dai mutui, il secondo mandato è caratterizzato dallo scempio che viene compiuto nell’ allocazione delle figure e delle risorse umane senza un principio meritocratico, senza un criterio.
E’ grave che ancora non si capisca l’ importanza del capitale umano del nostro comune e della necessità di una loro formazione tesa alla specializzazione di risorse che, nel lungo termine, siano in grado di far fronte da sole alle novità sui finanziamenti, contributi comunitari, aggiornamenti e su tutto ciò che concerne la pubblica amministrazione.
 Il personale è bello e bravo solo quando si devono scrivere comunicati sui giornali: ma lo so che la colpa non è sua. Lo so che lo scorso mandato lei ha rivoluzionato quasi tutta la pianta organica cercando di dare almeno una parvenza di stabilità e continuità alla macchina amministrativa. Poi, come una cambiale, arriva la scadenza (elettorale) e finisce la vacanza e ci ritroviamo a spostare personale da un ufficio ad un altro come se fossimo nell’ apparato burocratico dell’Ex Unione Sovietica.

SPESA
Da quello che ho letto io e da quello che ho capito, l’Amministrazione si impegna a spendere “meno”, ma anche qui mi sfugge qualcosa. A noi non interessa spendere “meno”, la nostra battaglia è quella di spendere “meglio” (visto che siamo in attivo, ce lo possiamo permettere di spendere, no?).

GIUSTO MERITO
 L’Assessore, nella sua relazione, ha autoelogiato il suo contributo a titolo gratuito come supervisore contabile, ha menzionato il “culo” (la fortuna ndr) di aver trovato in extremis, come ultima scelta, un segretario comunale che costa poco. Poi ci ha rifilato la solita fuffa che riguarda il loro 50% di indennità devoluto in non si capisce cosa (in realtà si tratta di poche migliaia di euro che non bastano nemmeno a comprare la brace per le grigliate di carne).

OTTIMISMO
Concludo: l’immagine rosea e poetica che l’assessore vuole dare secondo noi non è giustificabile con i tempi che corrono. La soluzione è quella di attutire sempre di più la botta che il governo ci riserverà in previsione della stangata d’autunno a causa dell’ aumento dell’addizionale regionale.
Come potete intuire è un quadro piuttosto fosco e la situazione debitoria del comune non aiuta ma, per carità, di questi tempi è bene conservare l’ottimismo.
Come l’assessore che, nonostante tutto, vede un futuro radioso, ma ecco che mi viene in mente quel tale che, defenestrato dal quindicesimo piano, passando davanti al nono disse: “Va abbastanza bene, per il momento”.




POST SCRIPTUM 
Il mio impegno in questo post è dedicato ad una persona scomparsa da poco. Ci eravamo visti in occasione di un bellissimo evento e con la sua consueta ironia mista a risentimento, mi aveva interrogato circa la mia assenza nel blog. Aveva paura che avessi in qualche modo barattato la mia tranquillità con la mia libertà. Risposi: “ in ogni cosa, c’è il tempo del pensiero e il tempo dell’ azione. Una volta mi criticavano perché scrivevo troppo, adesso perché scrivo poco”. Lei diretta, controbatté : “ questo è un bene perché nella vita, a volte, prendere schiaffi da destra e da sinistra non è poi così male: vuol dire che si è nel giusto”.
 Ridemmo e ci salutammo con la promessa di aggiornarci.

 Tant’è, dovevo.

martedì 5 giugno 2012

"Quisque faber fortunae suae"? Il figlio del presidente degli Stati Uniti ha fatto il presidente degli Stati Uniti. Il figlio del farmacista del paese fa il farmacista. Il figlio del boss mafioso fa il boss mafioso. Il figlio del portuale di Genova morto sul lavoro fa il portuale di Genova morto sul lavoro. Evaporato l’effetto stupore per aver ottenuto la licenza di croupier, l’interrogativo latino resta in piedi quando si tratta di Mela Rocco, nato il 10 settembre 1983 “nell’ultima provincia d’Italia a 15 minuti dal luogo dove hanno assassinato il giudice Rosario Livatino”. La stessa locuzione latina rappresenta una ricerca all’interrogativo tramite un viaggio di 29 anni che ci porta attualmente al 20 maggio 2012, destinazione Londra, città che ospiterà le XXX Olimpiadi. Gli anni del Liceo, la voglia di emergere, il genio, in un contesto fatto di amici falegnami e padre muratore. La follia che prima lo porta a Palermo, l’incontro con Cristo e con CL (scherzo del destino dato che la sigla di Caltanissetta è appunto CL). Lo stesso Mela, il 30 dicembre 2011 in un informativa della Procura di Caltanissetta della quale chi scrive è entrato confidenzialmente in possesso dichiara: ”Siamo noi artefici del nostro destino. Non dobbiamo dimenticare il nostro passato, ma utilizzarlo per vivere il presente ed affrontare il futuro. Dico affrontare il futuro perché nella vita bisogna sempre battersi”. Anche se in un’ altra intercettazione ambientale emerge che il Mela sostenga: “Devo dire grazie alla Chiesa? Anche senza Comunione e Liberazione ho trovato lavoro qui all'estero, in una lingua che non ho mai studiato”. Quando si dice, il genio e la sregolatezza. Finisce il liceo e spinto dall’insofferenza del degrado, entra tra i primi dieci per affrontare il l’esame all’ Accademia militare di Livorno venendo scartato per piccoli (quasi inesistenti) problemi cardiaci, cosa che lo fa dubitare molto sulla presunta meritocrazia regante al Nord. Torna dunque in Sicilia percheè non vuole fare il manovale e inizia a studiare ed innamorarsi dii una ragazza francese ma è troppo presto perchè il Mela, orecchino e capelli lunghi ,vuole studiare, è affetto dalla sindrome dell’arrivismo e alla fine con tanta fatica si laurea ed ottiene anche la qualifica di giornalista pubblicista. Non è una fatica di Sisifo, anzi: ”Senza scrivere non avrei mai capito nulla di politica” dichiara. “Senza capire la politica, non avrei mai capito come vanno le cose e a quali referenti indirizzarsi”. Le ragazze? Sentite cosa risponde alla domanda invadente di un cronista: “Penso che nella vita ci siano 3 cancri: il prestito, l'evasione fiscale, il romanticismo”. Colpiti ed affondati. L'esperienza al Redentore è un pezzo di metafora della sua vita cristiana e sociale. Anche se è lui stesso un giorno durante una conferenza stampa a Venezia alla presenza di Cendron e Laura Giotto (austroungarici e veneti fino al midollo nonchè presenze fisse e testimoni dell’ avventura veneziana) a dichiarare : “Lavorare significa dichiararsi alla vita” scatendando nei due ascoltatori l’apoteosi dei sensi. Come gli uccelli che preparano i movimenti migratori, anche Rocco programmava il suo. Lo sesso, intervistato da una TV pubblica locale di stampo leghista (unico neo della sua brillante carriera del pensiero politico: la tessera della Lega Nord) alla domanda in perfetto veneto dell' intervistatore lui rispondeva: “Non credo che siamo nati per restare sempre nello stesso posto o per fare sempre le stesse cose. L'uomo é nomade, non sedentario. Il cambiamento é la nostra costante (Natle 2011)”. Arriva a Milano e si paragona all’Araba Fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri ma è un'esperienza sfortunata nonostante mesi prima conosce Walter La Gamma, Sergio Alagna, Marco Tata, Luca Di Marco e Lorenzo Colonna- Preti (quest’ultimo particolarmente inviso causa il trattino tra il doppio cognome; troppo, per uno che viene da Sommatino e che va di cognome Mela, come un semplice frutto). Il rapporto con Lorenzo è schietto. Non si registrano commenti particolari a riguardo e nemmeno lanci di agenzie sulla persona e sul rapporto. Rimane il dubbio su una frase di Mela alla fine della sua esperienza a Rombon su Colonna: “Se ho visto più lontano, è perché stavo sulle spalle di giganti” (gli storici faranno luce sul doppio senso della parola “gigante” in riferimento alla stazza del Colonna- Preti).Sicuramente è una figura importante per i suo periodo sia a livello professionale sia a livello personale. Lorenzo gli cucina gli spaghetti alla carbonara, lo invita a casa, non firma la lettera di sponsorizzazione in bianco, ma scommette su Rocco. Di contro Rocco ne rimane quasi affascinato della cultura di questo capo col pizzetto (ai tempi) che spiega citando e cazzìa spiegando, tanto da aver una sorta di complesso culturale. Infatti, gli amici della stretta cerchia rivelano alcune chicche:” Mela una volta disse di aver paura a parlare con Lorenzo perchè Lorenzo è capace di farti cambiare idea controvoglia. Non è che lo impone, è proprio che alla fine, partendo da posizioni opposte, lui ti fa credere che lui ha ragione e tu sei convinto di non avere torto”. In futuro ne sapremo di più sul loro rapporto, per adesso è tutto ciò che trapela dalle indiscrezioni. Dove vanno gli uccelli migratori quando il loro nido non è più al sicuro? Nei paesi nordici, ovviamente. E’ la volta della Francia. A fare il cassiere in una stazione di benzina. Alla domanda a bruciapelo di Zampieri: “ ma proprio il cassiere”? Lui risponde: “ Sì, si il cassiere. Che c’è di male?”. Come per dire “pecunia non olet “; Anche se più tardi lo stesso Vitanza consigliò a chi mettesse in dubbio il suo mestiere la massima di Jean Paul Sartre: “Lei non è un cameriere, lei fa il cameriere” . Il ritorno in Italia, l’amicizia con Adriano Galizia: l’Incontro. Il genio e la sregolatezza che si incontrano. Tanto intellettuale ed artista uno, tanto materialista e pragmantico l’altro. Galizia è il Maradona del Lingotto, per questo, i pourparler che si susseguono fannno pensare che tra i due il rispetto e la stima reciproca non svaniranno finchè c’è facebook e Maradona. La firma in bianco sulla sponsorizzazione di Sergio Alagna, l’amicizia con Walter La Gamma, uno che muove paccate di migliaia di euro al giorno, cosa che fa morire di invidia il Mela che per muovere gli stessi soldi di La Gamma, è costretto a contare le fiches dei ricchi inglesi. Fabio Caldarola offre il suo sostegno e il suo entusiasmo nell’ inserirlo nella fredda Torino. Di Fabio apprezza lo spirito di iniziativa e la voglia di non arrendersi mai. Lo stesso Mela rimprovera a Caldarola l’ eccessivo Odio per i Gobbi. Mela alla fine è un ecumenico e pacifista. Lui lo ha sempre detto, “Odio non ne coltivo, se non altro perché di tutti i vizi che mi vengono addebitati conservo senz’altro l’amor proprio, e l’odio mortifica l’amor proprio”. Ogni uccello alla fine emigra per interi continenti e alla fine trova sempre il suo nido ma passeranno lustri, ancora non è il suo momento e soprattutto non è il suo nido. Torino è un passaggio e infatti si arriva alla licenza di croupier e la decisione di partire per Londra, la “City” per antonomasia, per essere uno dei tanti e nell’anno delle Olimpiadi i londinesi nemmeno si accorgeranno del Mela ma forse a lui piacerà così, piacerà per questo. Nel corso di un question time al consiglio di facoltà del corso di laurea rispose all’interrogazione di uno studente che si vantava di avere più amici lui che Salvo Lima quando era assessore ai lavori pubblici “ relazioni sociali? sono completamente diventato un anglosassone su questo punto di vista.Non sono affatto latino. Poche persone conosciute, e piu' che altro si é avviata la nascita ontologica dell'amico settoriale. Sei amico a lavoro, non a casa, sei amico al bar ma non il sabato sera ecc ecc.”Solo Rocco può pagare 70 euro di colazione allo storico “Florian” di Piazza San Marco a Venezia con Michela Soldano. Solo lui.Col suo zaino in spalla, segno di bei ricordi, emozioni, imperativi morali, lui, come un uccello migratore spiccherà il volo, questa volta non si sa per quanto tempo. L’Italia è troppo stretta per lui, troppo provinciale, non si sono mai capiti con la sua terra d’origine. Mai: nè con la Sicilia, nè con l’Italia. Si sente soffocare. Il tempo lo ricongiungerà all’affetto e all’apprensione per lui troppo asfissiante dei parenti con i quali per tanto tempo ha avuto rivalità sdegnose che il tempo mostrerà buffe e sprecate. Rocco Mela, classe ‘’83 si conceda dall’ Italia scrivendo sulla sua pagina di facebook “adesso, a 28 anni, sono a Torino per apprendere il mestiere di croupier, con il sogno di trasferirmi in Inghilterra. Amo la diversità, le persone che non sono frutto del sistema, rimango affascinato da chi va avanti nonostante i problemi della vita. Questo sono io, avrei potuto fare qualcosa di piu', ma anche qualcosa di meno.Comunque, nessuno potrà accusarmi di essere un vigliacco” .L’ Inghilterra come sogno di riscatto, in cerca di quella gloria che in Rocco Vivens.Londra 1996, Eric Cantona, altro genio alla Maradona; pubblicità sui cartelloni: “Il ‘66 è stato un grande anno per il calcio. E’ nato Eric”. Il che, praticamente, doveva suonare come un vero oltraggio: nel 1966 l’Inghilterra ha vinto il suo primo ed unico titolo Mondiale. In realtà era un grandissimo omaggio ad Eric. Era il 15 maggio 1996, lo speaker della Camera dei Comuni esordì così: “Prima di cominciare, a nome dell’aula, vorrei dire che Eric Cantona è il più grande francese vivente”.Diranno così anche di Rocco Mela alla camera dei Comuni: “il più grande cittadino di sommatino vivente”. I Londinesi tra un paio di lustri lo raffigurerano nei cartelloni pubblicitari del Regno, col suo leggendario zaino per le strade del Regno Unito: “Il 2012 per Londra è stato un anno storico: Rocco Mela è stato qui!”.Quando accadrà, lui sicuramente sarà in qualche bar dell’ Andalusia a servire mojito ai turisti tedeschi, perchè l’uccello ha continuato a migrare e soprattutto perchè, certi uccelli, non sono fatti per stare in gabbia.

domenica 4 dicembre 2011

Il pianto della Fornero: traduzione.


Ecco cosa voleva , ma non è riuscita a dire causa emozione, la Fornero nella conferenza stampa che enunciava le misure restrittive del governo:

"cari ragazzi:
nonostante il nostro Belpaese è comunque tra i primi 4 al mondo per introiti turistici.
Nonostante sia ancora il primo Paese del Pianeta per l'immenso patrimonio artistico e culturale che ospita.
Nonostante l'Italia conta più di 200 distretti industriali che hanno al loro interno una miriade di piccole/medie imprese tra loro collegate ed aggregate tali da formare la spina dorsale del sistema produttivo nostrano.
Nonostante il nostro Paese nel 2004 vantava ben 9 regioni nella graduatoria europea delle 40 regioni del continente con il più alto livello di prodotto interno lordo pro capite a parità di potere d'acquisto come la sola Germania che ne esprimeva 9, davanti all' Inghilterra (4) e la Francia (1).
Nonostante l'elevata esposizione del debito pubblico è preoccupante ma patrimonialmente solido poichè garantito da un elevato risparmio privato e una casa di proprietà oltre all'indefinito valore del patrimonio pubblico immobiliare, di un avanzo primario positivo (entrate/uscite al netto degli interessi), di un 130 miliardi di "sommerso" ovvero PIL nascosto e in nero che produciamo.
Nonostante il PIL ufficiale nelle statistiche è sottostimato a causa anche della particolare struttura proprietaria delle imprese italiane che, essendo prevalentemente familiari, a differenza delle grandi società europee quotate in Borsa, non consolidano nei loro bilanci tutta la ricchezza effettivamente prodotta e posseduta.
Nonostante esprimiamo ancora le "4 A" dell'eccellenza manufatturiera italiana: Agroalimentare, Abbigliamento-moda, Arredo-casa, Automazione-meccanica.
In particolare: 18 mld di valore aggiunto che viene dall'abbigliamento (più della telefonia/TV delle industrie tedesche e finlandesi).
42 mld di valore aggiunto nell'abbigliamento-moda e arredo-casa (più del valore aggiunto dell'intera industria tedesca dell' automobile in quanto leader mondiale o superiore all' intero comparto industriale della Svezia pari a 41 mld di euro).
54 mld di valore aggiunto dell'industria meccanica escludendo l'elettronica, che ci pone secondi in Europa solo dietro la Germania.
Nonostante i numerosissimi primati che ancora deteniamo nei vari microsettori merceologici che per spazientire il lettore elenco di seguito:
pelli conciate, tessuti di lana, foulard e cravatte, gioielleria, nell'occhialeria, nel mobilio, nelle pietre ornamentali, nelle piastrelle, nelle cappe aspiranti per cucine, nei frigoriferi e nelle lavastoviglie, nei telai per tessitura, nelle macchine per calzature, nelle macchine per lavorare i cereali, per produrre il vino, per lavorare i minerali non metalliferi e per colare i metalli, nelle giostre e nelle attrezzature da lunapark ( e non sto scherzando), negli yatch, nelle selle e nelle componenti per le biciclette da corsa e in molti prodotti alimentari (pasta, conserve di pomodoro, formaggi ed insaccati tipici,) e nell'agricoltura (uva e pesche sopratutto).
Nel 2004 eravamo (adesso non mi va di andare su google ed aggiornarmi) i secondi esportatori mondiali nelle:
calzature, nei tessuti di lino e seta, nei vestiti (completi), negli apparecchi per riscaldamento, nella rubinetteria e valvolame, nelle macchine agricole per la preparazione del suolo, nelle macchine per le industrie alimentare, per l'imballaggio, per il finissaggio di tessili, per lavorare le materie plastiche e legno, nei laminatoi e nei metalli, nel vino e nell'olio d'oliva.
Nonostante dovevamo fallire già negli anni 70 e non lo abbiamo fatto.
Nonostante ancora nel mondo ci conoscono per la regola delle "4 F" che è diversa da quella appena descritta pocihè include Fashion- Food- Ferrari- Football dove per Footoball si intendeva il calcio negli anni in cui, come ricorda in un'intervista lo stesso Platini, ci si incontrava a New York con Maradona da Armani e si parlava italiano e tutti gli altri calciatori che non avevamo ancora giocato in Italia sbavavamo nel sentirci raccontare la SERIE A e il campionato più bello del mondo.
Nonostante le generazioni più fortunate ( a quanto pare) sono state quelle dei nostri genitori che hanno vissuto le tre fasi positive (60/70/80) e una sola negativa (90) e che prenderanno la pensione magari tra 2 anni ma la prenderanno.
Nonostante voi giovani, voleva continuare la Fornero, dovete pagare per la colpa di una classe politica che in 30 anni è riuscita a dilapidare tutto ciò che ho appena elencato e nonostante abbia dilapidato così tanto siamo ancora un paese tra i 7 più industrializzati al mondo.
Nonostante tutto questo, avrebbe voluto proseguire la Fornero, noi vi aumentiamo l'IVA, la pensione ve la facciamo vedere col telescopio, vi diamo un' altra mazzolata con le tasse così imparate per la prossima volta.
Iniziate già da adesso a rompere i coglioni ai vostri figli così forse eviterete di fare la stessa fine che state facendo voi.
Quindi, in una fottuta parola (che non riesco proprio a dire causa emozione): sacrifici! Ecco, finalmente l'ho detta.
Vi chiediamo SACRIFICI!(massa di somari, adesso andate a lavorare).

p.s. mi ha colpito, scherzi a parte, lo sfogo. E mi preoccupano questi sfoghi "fuori onda" poiché ti danno la percezione (anche se non v'è bisogno di una percezione dato che le difficoltà le tocchi con mano) che siamo veramente ma veramente messi male.
Se quelli piangono...immaginate voi che fine faremo noi se le cose non dovessero sistemarsi...

venerdì 2 dicembre 2011

Primaveraluntina: Presentazione del Gruppo Consiliare “Primavera Alu...


Primaveraluntina: Presentazione del Gruppo Consiliare “Primavera Alu...:
Presidente del consiglio, Signor Segretario, colleghi consiglieri,
ringrazio innanzitutto il presidente per avermi dato l’opportunità di prendere la parola e passo subito ad esprimere, a nome mio e di tutto il gruppo consiliare d’opposizione, il nostro più caro benvenuto nella nostra comunità al neosegretario. Lo faccio per una ragione molto semplice benché, questo benvenuto, in apparenza, sembri scontato e formale.
In realtà però questa accoglienza nasce dall’ oggettiva constatazione di non aver avuto un colloquio con lei prima di questa seduta.
Sia chiaro: non certo per colpa sua, tuttavia ci saremmo aspettati un gesto di fairplay istituzionale da parte dei nostri amministratori, i quali avrebbero dovuto convocarci per un incontro e una breve presentazione.
Peccato, perché avremmo voluto assistere al suo formale insediamento, al suo ingresso nella nostra “casa civica”, avremmo anche noi voluto darLe il benvenuto e riservarLe l’accoglienza e l’ospitalità che siamo soliti usare con chi arriva nel nostro paese.
Avremmo così avuto occasione di mostrarle il nostro stemma, il nostro gonfalone il simbolo che rappresenta la storia e la tradizione del nostro paese e descriverne il significato.
Questo nostro benvenuto ci da l’occasione per esporre le nostre attese e i nostri buon auspici nel suo mandato come funzionario di questo comune.
Ci permettiamo dunque di fornirLe brevemente degli elementi per poter farsi delle opinioni sul rapporto che intercorre tra l’ amministrazione e il nostro gruppo di minoranza.
Da circa sei mesi, cerchiamo di dialogare con la maggioranza attraverso proposte, richieste ufficiali di atti, chiarimenti, e da parte nostra c’è sempre stata la disponibilità ad esercitare un’ opposizione sana e costruttiva e non irresponsabile e pregiudizievole.
Puntualmente però la maggioranza si trincera in un vittimismo infantile, tergiversando quando poniamo questioni serie e mostrando una collaborazione di facciata quando invece avanziamo le nostre proposte.
Questo per dirle che siamo seriamente preoccupati dalla gestione non solo politica ma anche prettamente amministrativa dell’attuale maggioranza.
I motivi della nostra preoccupazione risiedono in alcuni punti che brevemente Le sottoporremo e che spero vengano accolti, valutati ed affrontati insieme.
- Siamo preoccupati riguardo le corrette tempistiche di aggiornamento e accesso agli atti che noi chiediamo. Ci riferiamo principalmente ai ritardi e stasi nel farci pervenire le delibere e la rendicontazione generale delle fatture emesse in occasione delle manifestazioni Aluntine.
- Siamo preoccupati per il continuo comportamento scomposto e fuori da ogni decoro istituzionale da pare di alcuni membri della maggioranza in occasione dei consigli comunali.
Toni e modi che hanno l’ effetto diretto di appesantire ulteriormente il clima impedendone un civile confronto.
- Siamo preoccupati del ruolo poco superpartes ma molto “partes” e dunque fazioso del presidente del consiglio che, nel dirigere le sedute, non svolge le sue funzioni secondo il principio dell’indipendenza e della terzietà. Principi quest’ultimi che invece gli vengono imposte dal ruolo che ricopre sbilanciando così palesemente le sedute consiliari verso le tesi della maggioranza.
Una presidenza a senso unico, in poche parole che mai, a detta dei più esperti se ne aveva avuto testimonianza in anni di onorata storia.
- Siamo preoccupati per la sufficienza e lo scarso impegno istituzionale del nostro Sindaco in occasione delle risposte alle nostre interrogazioni.
Ci riferiamo principalmente al fatto che nonostante le ripetute richieste scritte, il Sindaco dia ripetutamente risposte mutile, approssimative e poco esaurienti.
Siamo preoccupati per le sue numerosissime assenze nel corso del consesso civico, per le sue continue deleghe negli incontri di rappresentanza con tutti gli altri Sindaci del comprensorio. Tutto a norma, per carità, ma che secondo il nostro modesto parere denota uno scarso senso istituzionale e il poco attaccamento alle funzioni di rappresentanza e di “diplomazia” che deve essere esercitata direttamente e senza deleghe verso gli interessi che possono coinvolgere il nostro comune.
A fronte di queste preoccupazioni, quello che noi semplicemente Le chiediamo è più attenzione alle nostre richieste. In particolare chiediamo (ma non dubitiamo che non venga fatto):
- Una Sua azione decisa per riportare gli equilibri del confronto democratico nei consigli comunali, ci appelliamo alla sua indiscussa formazione, preparazione ed esperienza nell’adempiere le funzioni di assistenza amministrativa e contabile sulla nostra eccessiva esposizione debitoria sui mutui e prestiti che il nostro Comune da un lustro contrae e che persegue irresponsabilmente.
- Ci appelliamo alla sua funzione di rappresentanza delle istanze e delle ragioni espresse dalle nostre risorse umane LSU e LPU caratterizzato di professionalità e serietà .
Tutti i dipendenti comunali comprese le cooperative sono delle risorse umane giovani, preparate e flessibili ma poco sfruttate anzi più volte umiliate nelle gestione e nella considerazione a fronte invece di una totale collaborazione, piena disponibilità per esigenze che si manifestano nell’ordinaria amministrazione.
- Chiediamo che sia anche Lei a sostenere e soprattuto ad ascoltare, con apposite riunioni le richieste di queste persone calendarizzando degli incontri periodici con i rappresentanti di queste cooperative.
- Chiediamo ufficialmente di fungere da supervisore nelle dinamiche con le quali vengono gestite i continui spostamenti da una mansione ad un’altra, da un ufficio all’altro, accampando criteri che hanno poco a che vedere con la necessità logistico/ammnistrativa ma per ragioni dettate da infantili logiche elettorali.
Per questi seri motivi la sua funzione rappresenta un più sicuro controllo sia giuridico (di regolarità e legittimità degli atti) che amministrativo (di efficienza, efficacia, buon andamento) nonché di rispondenza tra programmi e risultati, caratteristica dell’impostazione manageriale di ogni buona amministrazione che si rispetti.
Il suo profilo e le funzioni oltre a fornire una sorta di controllo giuridico su tutto ciò che delibera la giunta comunale di cui abbiamo avuto prova essere poco trasparente, costituiscono una vera garanzia anche alla luce di alcune vicende che hanno visto il nostro Comune oggetto di attenzioni e di indagini volte ad appurare il corretto iter seguito nell’ attività contabile.
Il suo ruolo di garante ci rassicura, e ci rassicura sapendo che c’è un interlocutore che possa esercitare la funzione di contropotere rispetto alla volontà spesso manifestata da questa maggioranza di eludere le regole, e di evitare i vincoli.
In conclusione, volevo descriverLe il nostro stemma comunale; la presenza del leone alato che regge tra gli artigli un libro aperto. Quello è il vangelo di San Marco.
Forse è il segno che San Marco d’Alunzio ha bisogno di ciò che diceva uno storico francese ovvero che i politici devono essere forti come dei leoni ma devono stare sotto il trono, perchè se si sentono al di sopra di esso c’è bisogno di un segretario autorevole che li riprenda...!
Benvenuto Signor Segretario a S. Marco d’ Alunzio.

Il gruppo consiliare “ PRIMAVERA ALUNTINA”.

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